10 domande al dietologo: tutto quello che c’è da sapere prima di mettersi a dieta

di Mariateresa Truncellito

1) Ho “copiato” la dieta che un medico aveva prescritto a una mia amica. Lei ha peso 5 kg in 2 mesi, io solo un paio. Perché?
Un regime dimagrante equilibrato e completo si costruisce sulle esigenze fisiche individuali, definite attraverso un’accurata visita medica e in base al sesso, all’età, all’attività praticata, allo stile di vita. Il fabbisogno di nutrienti può essere diverso anche a seconda dell’alimentazione abituale e della distribuzione del cibo durante la giornata. Perciò è normale che i risultati siano diversi.

2) Ogni volta che mi metto a dieta, mi ritrovo sciupata e con meno seno. Mentre i cuscinetti sui fianchi non calano di un centimetro.
Può succedere se ci sono squilibri ormonali: l’eccesso di estrogeni, in particolare, ostacola la demolizione dei grassi depositati su fianchi, cosce e glutei. Ma, in questo caso, il viso non ne risente. Più spesso il problema si verifica quando si “tagliano” troppo bruscamente le calorie, senza considerare l’equilibrio complessivo dei nutrienti (grassi, zuccheri, proteine...), e senza associare alla dieta una costante e regolare attività fisica, anche mirata alla zone “critiche”.

3) Non sono molto golosa, ma fatico a mettermi seriamente a dieta perché vengo assalita da attacchi di fame. Come posso fare?
Cercando di tenere alto il livello di serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nei meccanismi della sazietà. Come? Innanzitutto con una corretta distribuzione del cibo nei pasti: colazione abbondante, spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio, pranzo e cena leggeri ma completi. Se ciò non basta, possono essere d’aiuto snack ricchi di carboidrati, accompagnati da un bicchiere d’acqua: un panino, un paio di cracker o di grissini, due biscotti, un pugno di pop corn, mezza patata lessa, da masticare lentamente. In genere, nel giro di mezz’ora la fame scompare. Se però l’attacco di fame ha un’origine nervosa, è indispensabile anche cercare di rimediare allo stress.

4) Io invece non ho problemi a controllare la fame, ma sento una tremenda debolezza.
Ciò accade se la dieta dimagrante è in realtà un semi-digiuno. Può essere anche il segnale di deficit alimentari protratti nel tempo: ci sono persone che, praticamente, sono a dieta da una vita, perché seguono periodicamente il regime più alla moda. Magari “reggono” questo stile alimentare per anni: le carenze croniche di nutrienti sono difficili da scoprire e spesso quando succede è già troppo tardi per l’organismo. Perciò basta privarsi di poco per sentirsi deboli. La colpa può essere anche di un’anemia, specialmente se i regimi dimagranti seguiti non prevedevano la carne. Per scoprirlo, è indispensabile un esame del sangue: meglio non fidarsi di un bel colorito.

5) Ogni volta che ho seguito una dieta in vista di un evento - una festa, le vacanze estive, un nuovo fidanzato - dopo poche settimane ho recuperato i chili persi, talvolta con gli interessi. Come mai?
Lo yo-yo, tipico di chi alterna periodi di abbuffate e diete, col tempo modifica il rapporto corporeo tra grasso e tessuto muscolare, a danno di quest’ultimo. Perciò, ogni volta che dimagriamo velocemente, con la ciccia perdiamo anche un po’ di tessuto muscolare. Che difficilmente si ricostruisce quando riprendiamo peso (a meno che non pratichiamo sport con regolarità). Col tempo, avremo sempre più grasso di deposito e sempre meno muscoli. E siccome sono i muscoli che mantengono elevato il metabolismo (cioè la nostra capacità di bruciare gli alimenti per trasformarli in energia), dopo ogni dieta sarà sempre più facile accumulare chili in più. Per dimagrire una volta per tutte è necessario modificare definitivamente le abitudini alimentari e praticare regolarmente del movimento.

6) Anche se salto il pranzo per vari giorni di fila, e mi accontento di uno snack al pomeriggio e della cena, non calo di un etto...
È un altro problema dei patiti delle diete. Perché hanno “allenato” l’organismo a sfruttare al massimo quel poco che mangiano. Per modificare il rapporto grasso-muscoli a favore di questi ultimi, oltre al movimento, è necessario riscostuire l’equilibrio nutrizionale: una dieta dimagrante sì, che però permetta di mangiare di più ma meglio.

7) Perdo con facilità un paio di di chili, ma la pancetta è sempre lì, anche se il mio intestino funziona come un orologio...
Forse c’è un problema di postura. Ci sono persone che si “accasciano” sulla scrivania e donne con misure da maggiorata che curvano istintivamente le spalle nel tentativo di nascondere un seno molto prorompente. In questo modo si allenta il muscolo retto-anteriore, una specie di “fascia” larga 10-12 centimetri con al centro l’ombelico, sulla quale si agganciano molti muscoli addominali che partono dalla colonna vertebrale. Tenendo la schiena ben dritta, questo “elastico” muscolare è sempre ben teso e lo sono anche i muscoli addominali. Contro la pancetta, oltre alla ginnastica mirata, sono utili anche esercizi di repirazione profonda, che coinvolgano il diaframma (il muscolo che separa la cavità toracica da quella addominale). È importante però non aspettarsi miracoli, soprattutto se la pancetta è presente da tempo: se si vogliono ottenere risultati è necessario applicarsi con pazienza e regolarmente.

8) C’è una stagione in cui si dimagrisce più facilmente?
No. Il momento migliore per inziare una dieta è quello in cui siamo più determinati a perdere peso. Mettendo in conto di muoversi più del solito: perciò è necessario evitare periodi densi di impegni o di super-lavoro. Certo: la bella stagione, con giornate più lunghe e temperatura più mite, permette di individuare con più facilità gli spazi e l’attività fisica che meno ci annoia.

8) A tavola sono disposta a qualsiasi sacrificio, ma sono molto pigra. È proprio indispensabile associare il moto a un regime dimagrante?
Sì, è indispensabile. Ma non è necessario diventare sportivi a tutti i costi: per chi non fa nulla, basta davvero poco per cambiare la situazione. Per esempio, un quarto d’ora di passeggiata al giorno, di buon passo, dieci minuti di cyclette o di ginnastica da camera, andare a ballare tutte le settimane e così via.

9) Quanto deve durare una dieta dimagrante?
Dipende da persona a persona. Per chi ha un leggero sovrappeso, non oltre 10 chili, possono bastare 4 mesi. Seguiti, naturalmente, da un regime di mantenimento: in parole povere, dal rispetto delle buone abitudini imparate durante la dieta; cioè alimentazione equilibrata e movimento. Solo in questo modo, gli sbalzi di peso diventano un ricordo.

10) Sono entrata in menopausa. Il mio peso non è cambiato, ma la mia taglia sì: sono passata dalla 42-44 a una decisa 46. Che cosa è successo?
I cambiamenti ormonali dovuti alla fine del ciclo mestruale modificano naturalmente il rapporto grassi di deposito/tessuto muscolare. Per ostacolare questo meccanismo, è necessario riprendere una regolare attività fisica.

La diete sui giornali: fidarsi o no?

I regimi dimagranti pubblicati dai giornali con l’avallo di un dietologo contengono indicazioni di massima, consigli di buon senso: che però vanno adattati alle singole situazioni. Può essere utile il parere del proprio medico. In ogni caso, non sono consigliabili alle adolescenti: l’organismo in crescita consuma più rapidamente le proprie riserve, creando facilmente pericolosi deficit nutrizionali. In generale, per gli adulti è difficile mantenere un buon equilibrio alimentare se la dieta apporta meno di 1400-1600 calorie al giorno. Attenzione: varietà nutrizionale non significa affidarsi, di volta in volta, alla dieta del minestrone, della pizza o dello yogurt, ma consumare sempre la più grande varietà possibile di cibi. Anche una dieta dimagrante deve essere il più possibile ricca di sapori: se annoia, fallisce.


da «Bella» (Edit)