The Lord of The Dance

di Mariateresa Truncellito

Dopo lo straordinario successo italiano del 2000, nei primi mesi del 2004 un grande ritorno per uno spettacolo che riesce a unire la suggestione della danza tipica irlandese, delle antiche leggende celtiche e della musica folk ai grandi numeri del musical, tra scenografie strabilianti, coreografie sensuali e una produzione di altissimo livello.

«The Lord of the Dance» sta riscuotendo un successo strepitoso in tutto il mondo: attualmente sono quattro le troupe che lo portano in scena, una itinerante in America, una in Europa, una stabile a Los Angeles e un’altra a Disneyworld in Florida.

Presentato da Barley Art Promotion, lo spettacolo mette in scena una grande compagnia, composta da 38 ballerini, 6 musicisti, 2 violiniste e una cantante che si alternano sul palco per rappresentare la lotta fra il Signore della Danza e le Forze del Male.

Il pubblico viene immediatamente coinvolto nel ritmo forsennato dello spettacolo, al quale contribuisce la bellezza dei ballerini e la grandiosità delle scenografie, affidate ai coniugi Park, gli stessi che hanno messo in scena di tour di rockstar come U2 e Rolling Stones, coadiuvati dal genio delle luci Patrick Woodroffe, collaboratore, tra gli altri, di Tina Turner, Michael Jackson e Phil Collins.

Michael Flatley, nato a Chicago nel 1958, è stato il primo americano nella storia a vincere, a 16 anni, il Campionato mondiale di danza irlandese. Dopo aver abbandonato i Riverdance ha dato vita, nel 1998, a uno spettacolo di danza sorprendente, che rivoluziona i canoni del ballo tradizionale.

Flatley, definito dai critici «la fusione ideale fra Gene Kelly, Fred Astaire e Rudolf Nureiev», è entrato nel Guinness dei primati come ballerino con i piedi più veloci del mondo, come ballerino più pagato del mondo e per il massimo premio di assicurazione pagato per un paio di gambe: 40 milioni di dollari.


da «Viaggi Magazine» (Flavio Grassi Editore), 9 febbraio 2004