Anticellulite: le nuove formule vincenti

di Mariateresa Truncellito

La guerra alla “buccia d’arancia” quest’anno può contare su nuove armi: fiale, patch, creme e fanghi a base di “superingredienti” drenanti e lipolitici. Trova, con noi, la soluzione giusta per te

Se la bellezza fosse un giornale, alla cellulite toccherebbe la cronaca nera: nessun inestetismo è nefasto per le donne quanto la pelle a buccia d’arancia. Non è che ci facciano piacere i chili in più, il naso importante o i peli superflui. Ma niente suscita tanto odio quanto la cellulite. Forse perché, tra tutti i “difetti”, è il più democratico: colpisce giovani e meno giovani, cicciottelle e magrissime. E quindi tutte, ma proprio tutte, ci dobbiamo fare i conti.

Per fortuna, la ricerca cosmetica ce la mette tutta per trovare armi sempre più sofisticate contro questo inestetismo, in una sorta di “guerra globale”. Da combattere su più fronti. E senza interruzioni.

Cosmesi “integrale”

«La cellulite è un problema cronico», sottolinea Rita Viscovo, medico estetico omeopata. «Le donne, invece, spesso lo affrontano come un “disturbo acuto”, da risolvere in fretta, una volta per tutte. Magari, dopo la prova bikini, si sottopongono anche alla mesoterapia. Ma poi, finita l’estate, non ci pensano più».

Il miglioramento è quindi solo temporaneo. E c’è il rischio che la prossima volta che ti guarderai allo specchio la situazione potrebbe essere addirittura peggiorata.

«La cellulite è un inestetismo per il quale vale il concetto di “cosmesi integrale”», conferma Umberto Borellini, cosmetologo. «Comprendendo cioè l’alimentazione, il movimento, l’uso di calze graduate. E tutti i trattamenti disponibili: prodotti specifici, massaggi, cure dermoestetiche».

Il perché è presto detto: la cellulite non è “solo” un’imperfezione superficiale, ma una degenerazione profonda del tessuto dermico e ipodermico. «La pelle a buccia d’arancia, la perdità di elasticità, i noduli dolorosi sono il risultato di un’alterazione della circolazione e della permeabilità dei vasi venosi e linfatici periferici», spiega Silvia Pinelli, dermatologa. «Ciò comporta il ristagno di liquidi, con formazione di gonfiore e danni per le cellule, adipociti in particolare. Poi si ha la degenerazione delle fibre elastiche e di collagene e i tessuti perdono tono. Infine, altre molecole del derma, come l’acido jaluronico, si induriscono: ecco i noduli». Per fortuna, il peggioramento è lento e graduale: se curata, la cellulite difficilmente arriva agli stadi più avanzati.

Cibo, gym e cosmetici

Continua Silvia Pinelli: «Per non favorire il ristagno dei liquidi bisogna limitare i cibi salati (formaggi stagionati, salumi), grassi e fritti. Riservare la pasta al mezzogiorno e preferire carne, pesce e uova a cena. Abbondare con frutta e verdura. E bere 2 litri d’acqua al giorno».

«Fondamentale l’attività fisica», aggiunge Rita Viscovo. «Il nuoto, la ginnastica in acqua o in palestra». Ma non c’è bisogno di sfinirsi: sono un toccasana anche le lunghe camminate, di buon passo. O il ballo liscio, se praticato con regolarità.

Qual è il ruolo dei cosmetici? «I prodotti di bellezza, usati con costanza, ci aiutano a migliorare l’aspetto di cosce, fianchi e glutei, le zone prese di mira dalla cellulite perché ricche di recettori ormonali che ne favoriscono l’accumulo», risponde Silvia Pinelli. «Contengono sostanze che in laboratorio si sono dimostrate efficaci nel contrastare su i fenomeni degenerativi che ci “regalano” questo inestetismo».

I primi alleati della bellezza delle tue gambe sono gli esfolianti: strofinati sulla pelle, eliminano le cellule morte e le rugosità. «Il trattamento va ripetuto una volta alla settimana», consiglia Umberto Borellini. «Il risultato è una cute levigata, ma soprattutto più pronta ad assorbire i principi attivi degli anticellulite».

Quali sono? Se leggi la lista (obbligatoria per legge) degli ingredienti contenuti in creme, gel, patch e fanghi scoprirai che alcune sostanze estratte dai vegetali vanno per la maggiore. «Come l’escina, dall’ippocastano, l’ederina, dall’edera, gli estratti di ananas» sottolinea Magda Belmontesi, dermatologa. «Contrastano il gonfiore, rimuovendo i liquidi che ristagnano nei tessuti, e migliorano la resistenza dei capillari». Sono efficaci contro la cellulite iniziale, con edema (gonfiore) dovuto all’aumento della permeabilità dei piccoli vasi.

Punta sui nuovi ingredienti

«Hanno effetto simile anche altre sostanze di uso più recente: per esempio, le ruscogenine del rusco, i flavonoidi dell’uva e i glucosidi della centella», aggiunge Borellini.

I laboratori di ricerca cosmetica sono infatti sempre a “caccia” di sostanze inedite, che possano rivelarsi validi alleati della bellezza. «La centella favorisce la produzione di collagene da parte dei fibroblasti, cellule del nostro tessuto connettivo», continua Borellini. «Ciò rinforza le pareti più interne dei vasi sanguigni. Invece, gli estratti di foglie e cortecce della betulla secondo alcuni studi favoriscono l’eliminazione dell’acido urico e del colesterolo, con conseguente riduzione dei noduli. Ancora, gli isoflavoni di soia, come la genisteina, hanno attività di idratazione profonda sul derma, rendendolo più elastico».

L’altro fronte d’attacco degli anticellulite è la demolizione dei grassi. Spiega il cosmetologo: «Tra le sostanze lipolitiche tradizionali ci sono gli estratti di alghe». Aggiunge Magda Belmontesi: «Più recente è invece l’uso della caffeina e dei vegetali che la contengono (the, cola, caffè): stimola l’attività delle lipasi, gli enzimi che “sciolgono” i grassi nelle cellule». Un’altra novità sono le sostanze che facilitano la penetrazione dei principi attivi. «Come il limonene, ricavato dalle bucce degli agrumi», conclude Borellini.

Un anticellulite “sotto osservazione” è la fosfatidilcolina: «Secondo studi condotti in Sud America, dove è usata come farmaco da iniettare nelle zone critiche, è efficace per sciogliere l’adipe localizzato», spiega Rita Viscovo. «In Italia questo utilizzo non è ancora approvato. La fosfatidilcolina si trova solo in un gel cosmetico, venduto in farmacia, che ammorbidisce le zone colpite dalla cellulite e rende più facile il drenaggio col massaggio».

Cerotti, fiale e creme

Questi ingredienti si trovano in formulazioni molto diverse. Prodotti che possono essere usati da soli o in sinergia, per potenziarne gli effetti.

I più nuovi? I patch, adatti anche per le più pigre. Sottolinea Borellini: «I cerotti monouso, da indossare quotidianamente sotto gli abiti, sono l’anticellulite più “strong”. I principi attivi vengono rilasciati in modo costante e graduale». Precisa Silvia Pinelli: «Si dovrebbe valutarne la concentrazione. Ma non c’è dubbio che la penetrazione transdermica sia la più efficace».

Altrettanto intensive sono le fiale. Spiega Magda Belmontesi: «Hanno una maggiore concentrazione dei principi attivi, a volte differenziata a seconda del grado di cellulite».

Irrinunciabili le creme, anche perché ti “obbligano” al massaggio. «È un gesto di bellezza molto importante», sottolinea Pinelli. «L’azione meccanica delle mani sulla cute, oltre a favorire l’eliminazione delle scorie, aumenta la permeabilità dei tessuti, favorendo la penetrazione dei principi attivi». L’ideale sarebbe potersi concedere anche qualche massaggio linfodrenante effettuato da un’estetista esperta.

Aggiunge Borellini: «Grazie alla sua formulazione, la crema veicola principi attivi sia idrosolubili (che si sciolgono in acqua) che liposolubili (come certe vitamine), meglio di un cosmetico solo acquoso o solo oleoso. Per chi ha poco tempo, l’alternativa sono i gel, che si assorbono in fretta». Il programma ideale? «Patch o fiale, per un mese; poi, come mantenimento, gel al mattino, con effetto tonificante, e crema (più idratante) alla sera», consiglia Magda Belmontesi.

Infine, se vuoi regalarti un trattamento casalingo da beauty farm, non c’è niente di meglio dei fanghi, che agiscono su più fronti: rendono la cute soda ed elastica e contrastano la ritenzione idrica e la pesantezza delle gambe tipica dell’estate. Un piccolo lusso, che richiede un po’ di tempo: ma c’è qualcosa al mondo che lo merita di più del prenderti cura di te stessa?

Integratori: una marcia in più

Le sostanze vegetali presenti nei cosmetici si trovano anche negli integratori, in pillole o sciroppi. «Possono aiutare», spiega Magda Belmontesi. «Soprattutto per l’azione drenante, contro la ritenzione idrica, e per rinforzare i capillari».

Scegli il cosmetico che preferisci. Ma prima di acquistare un integratore chiedi consiglio al medico o al farmacista: «Per avere il prodotto più concentrato e quindi più efficace. E per evitare di “pasticciare” con dosi o usi: un integratore con caffeina, per esempio, non va assunto alla sera, perché rischi una notte insonne», avverte Belmontesi.

da «Starbene» (Mondadori), maggio 2006