Diego Conte - Mister “no comment” a Hollywood

Il più intellettuale dei seduttori televisivi racconta a Novella le soddisfazioni professionali e i suoi sogni. Invece, in attesa del grande amore, bocca cucita sui flirt. Da vero gentleman

Ha il telefonino spento. Le sue foto con Melissa Satta (che ufficialmente sta con Bobo Vieri), pubblicate da un settimanale, gli stanno procurando non pochi grattacapi. Ma per Novella fa volentieri un’eccezione: Diego Conte è stato il nostro inviato speciale alla Fattoria, e non può certo darci buca! Quasi...

Novella. Diego, togliamoci subito il pensiero: com’è ‘sta storia con Melissa?
Diego. «Ti rispondo con un “no comment“. Anzi, fai una cosa: chiedilo lei...».

N. Va be’, lasciamo perdere. Puoi dirci almeno dove sei adesso?
D. «Top secret. Ok, ok, ok! Sono nella penisola iberica, ti va bene? Al mare: sto cercando di rilassarmi, perché ho molti impegni professionali che mi aspettano».

N. Ho capito, vuoi parlare di lavoro. E sia: ci sono novità importanti?
D. «Altroché. Sto girando un film a Trani, Bastardi, un giallo rocambolesco diretto da Andres Meldonado, con un cast notevole: Giancarlo Giannini, Franco Nero, Enrico Montesano, Gerard Depardieu. Affianco questi pezzi da novanta e ho un bel ruolo da protagonista. Poco prima, avevo lavorato in un film-tv a episodi dei Manetti Bros, per Mediaset. Per finire, a settembre volo a Hollywood, sul set di una commedia dove reciterò in inglese. Insomma: sto studiando da attore.»

N. A proposito: con l’università come la mettiamo?
D. «Mi mancano un esame e la tesi: prima o poi finirò. Invece, ho dovuto vendere l’Aldovrandi Cafè a Bologna. Non riuscivo più a occuparmene».

N. Troppi impegni: sei anche stato nominato consigliere diplomatico della prima ambasciata dei bambini nel mondo, sotto l’egida dell’Onu.
D. «Sì, ma ho accettato volentieri. Partecipo a eventi di raccolta fondi: per esempio, per la costruzione di un orfanotrofio nel Salento, in Puglia».

N. Ti sei fatto fotografare con un basso: lo suoni davvero?
D. «Suonare è una parola grossa. Lo strimpello. Però da anni compongo: “Cercasi uomo”, la sigla finale di On the road, la trasmissione di Italia 1, è mia. Ora la sta rimixando un dj famoso, non ti dico chi per scaramanzia: spero diventi un hit di successo».

N. Gli occhiali da intellettuale invece, che fine hanno fatto? Ti sei fatto operare agli occhi?
D. «No, no! li porto ancora! Anzi: fammi una cortesia, nel servizio metti anche una foto dove ho gli occhiali».

N. Va bene, ma perché ci tieni tanto?
D. «Diciamo che mi preferisco così».

N. I tatuaggi ti piacciono altrettanto. Ma quanti ne hai?
D. «Boh. Una dozzina, credo: le mani della creazione di Michelangelo sulla schiena, il codice a barre con la mia data di nascita sotto la nuca, una farfalla sull’addome, lo spartito della mia prima canzone all’altezza dell’elastico degli slip, tre stelle (sulla caviglia e sui pettorali), due polinesiani sulle spalle, il nome del mio angelo custode e l’Urlo di Munch sull’avambraccio sinistro, e una “A” scarlatta sul pube».

N. Molti riferimenti letterari e artistici, da vero intellettuale.
D. «Più che altro aspetti della mia vita: così la A di “adultero” mi sembra l’epilogo ideale dei miei scandali dell’anno scorso (quando tradì la fidanzata Annalisa, conosciuta a Uomini e donne, con Brigitta Bulgari, ndr). Così pagherò pegno per sempre!»

N. Una volta dicevi che non ti piaceva mostrare i muscoli. Hai cambiato idea, visto che posi in canottiera?
D. «Ma no! quando ho fatto le foto c’erano 40 gradi! La cura del corpo è importante. Ma trovo imbarazzante chi va in canottiera in tv, con l’aria condizionata a paletta».

N. Fumi sempre tanto?
D. «Purtroppo sì».

N. Ora che ti si sono aperte le porte del cinema, ti dà fastidio essere “l’ex tronista”? Sarà un’etichetta difficile da toglierti?
D. «Non credo. Sai, c’è già stata un’evoluzione: via via sono stato Diego “di Uomini e donne”, Diego “di Maria de Filippi“, “il tronista”, “l’ex tronista” fino a Diego “della Talpa”. Ma adesso sono sempre più Diego Conte. Quando riesci ad avere il nome accanto al cognome hai fatto il salto. Non sei più un fenomeno, ma un personaggio. Le ragazzine hanno smesso di assalirmi: la gente mi riconosce, ma non è più invadente come prima e io vivo più serenamente la mia popolarità».

N. E oggi cosa deve avere una donna per colpirti?
D. «A parte l’estetica, dovrebbe riuscire a farmi ridere. Non la inviterei, all’inizio di una storia, in un resort a 5 stelle: lì è facile stare bene. Invece, la porto a casa mia: capisco quanti punti ho in comune con lei passando un pomeriggio senza sapere che fare, magari guardando la tv».

N. C’è qualcuno all’orizzonte?
DIEGO. «No, nessuna storia impegnativa. Mi piacerebbe: anche se sono giovane, sogno una famiglia mia».

N. Che fine ha fatto Annalisa?
D. «Ho sudato sette camicie, ma oggi abbiamo un rapporto splendido. Le voglio un gran bene. Mi ha dimostrato spesso di tenere a me davvero, senza secondi fini» .

N. Senti, visto che ormai sono passati mesi: ma il flirt con Francesca Rettondini c’è stato o no?
D. «Eh, chiedilo alla Rettondini!»

N. Di nuovo?! Be’, lei aveva detto; «Siamo solo amici».
DIEGO. «E allora è andata così».

Un gentiluomo, non c’è che dire.

da «Novella Duemila» (Rcs Periodici), 7 settembre 2006