Quei piccoli disturbi imbarazzanti

di Mariateresa Truncellito

È la vostra prima cena e avresti voluto essere bellissima. E invece, eccolo lì, il dannato brufolo sul mento. Oppure il tuo problema sono le mani: umide e sudaticce a ogni nuovo incontro di lavoro. O, magari, sei di quelle che prima di un esame all’università’ si gonfiano come un palloncino e si presentano al professore con un concerto nella pancia. Foruncoli, iperidrosi, peli superflui che appaiono improvvisamente sul viso, alitosi che complica una discussione difficile col capoufficio, dermatiti sul collo e sulle sopracciglia: sono tanti piccoli, ma grandi, disturbi imbarazzanti. Problemi di salute lievi, ma che impacciano i rapporti sociali. E che si manifestano nelle situazioni meno opportune.

Sono tutti, è chiaro, la spia di un disagio interiore. Ma perché il nostro corpo sceglie proprio questo linguaggio così... sboccato per esprimerlo? «Difficilmente la risposta corporea è dovuta all’evento», spiega Fabio Vicinelli, medico psicosomatista. «Non si soffre di meteorismo solo perché si è sotto esame. L’acne o la pancia gonfia sono i “nostri” modi di reagire di fronte alle difficoltà. La nostra via privilegiata: il sudore, le reazioni cutanee o intestinali hanno per noi un valore che è indipendente dalla situazione particolare». Un’interpretazione confermata da Francesco Padrini, psicoterapeuta bioenergetico e autore di L’ABC dello stress (Sonzogno ed.): «Le reazioni alle situazioni di stress o ai conflitti fanno parte del carattere di ciascuno e si strutturano fin dall’infanzia, influenzate dalle nostre esperienze. Anche se imbarazzanti, l’alitosi, il meteorismo o la dermatite sono tutti modi giusti di reagire, visto che ci hanno permesso di sopravvivere alle difficoltà e di diventare adulti».

Si sopravvive, d’accordo. Ma con disagio: non è piacevole dover fare i conti con una eccessiva sudorazione ogni volta che si deve affrontare un evento sociale più o meno banale, dal parlare in pubblico a una discussione con i figli o con il compagno. «Certo», concorda il dottor Padrini: «Significa che nello sviluppare le proprie strategie difensive la persona ha somatizzato delle tensioni emotive. Il disagio psichico è diventato fisico e non è più gestibile in modo consapevole». Un esempio: l’alito sgradevole. «Un handicap sociale che ha a che fare con lo stomaco, la digestione», spiega Padrini. «Chi ne soffre ha un inconscio desiderio di purificazione: quante volte sul lavoro, in famiglia, nei rapporti con gli amici o col partner, siamo costretti a “ingoiare” bocconi amari, facendo buon viso a cattiva sorte?». Se è facile intuire che acne o dermatiti siano invece un modo per esprimere a “fior di pelle” lo stress provocato da una situazione difficile, anche un aumento improvviso della peluria sul viso può essere una reazione all’ambiente. «La mitologia fa spesso riferimento a donne, come le Amazzoni, che si androgenizzano», spiega la dottoressa Maria Corgna, endocrinolga. «Prendono cioè caratteristiche maschili per vincere le guerre o governare nazioni. L’aumento della peluria, come la perdita dei capelli o l’acne, disturbi che partono da un anomalo funzionamento del sistema endocrino, possono essere letti come una moderna risposta di adattamento alla necessità di vivere ruoli tradizionalmente maschili che caratterizza la vita delle donne di oggi».

Insomma: anche i piccoli disturbi imbarazzanti raccontano qualcosa di te. Ascoltali. E impara, con l’aiuto dei nostri esperti, ad affrontarli e risolverli.

Un soffio... pesante

Le cause

«Oltre al fumo, alle bevande alcoliche e a una dieta ricca di noti nemici della freschezza (aglio, cipolla & C.), i principali colpevoli dell’alto cattivo sono i batteri che provocano la fermentazione di residui di cibo tra i denti», sottolinea Gianmichele Meucci, gastroenterologo. Se la dieta è innocente, l’igiene orale corretta e la bocca è ok anche per il dentista, l’alitosi può dipendere da una malattia temporanea, come il raffreddore, ma anche dall’intestino pigro.

La lettura psicosomatica

«L’alito cattivo denuncia un inconscio tentativo di tenere a distanza gli altri», spiega Natia Vignoli, psicosomatista. «La bocca è il luogo dell’intimità per eccellenza. L’alitosi spesso si lega a disturbi intestinali: chi ne soffre tiene dentro sé tutto cioè che ritiene sporco, cattivo, da nascondere. Aggressività compresa. Il cattivo odore della bocca denuncia qualcosa che ristagna e del quale non vogliamo liberarci perché ne abbiamo vergogna».

Cosa fare

«Imparare a non dividere gli aspetti del nostro carattere in buoni e cattivi, a non vivere una facciata pubblica del tutto diversa dalla nostra interiorità», suggerisce Katia Vignoli. «Capire che in noi si agitano diverse forze, ma tutte con una valenza positiva. Meglio manifestare la rabbia quando la proviamo, che racchiuderla dentro di noi e lasciare che “irrancidisca”».

Il rimedio d’emergenza

Per prevenire la secchezza della bocca e il ristagno dei batteri è importante bere molto durante i pasti. Dopo, una efficace pulizia di denti è essenziale e può essere utile anche risciacquare la bocca con un collutorio. In farmacia si trovano spray e compresse rinfrescanti a base di erbe profuma-alito, come la menta piperita. Esistono anche perle con cardamomo, da assumere subito dopo mangiato, che agiscono nello stomaco.

Se persiste

Per chi soffre di stitichezza, oltre a una regolare attività fisica, è utile arricchire la dieta con liquidi e fibre.

Sudore in esubero

Le cause

«La traspirazione eccessiva risente dell’emotività», dice la dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa. «È tipica nei giovani, e spesso si accompagna anche a violenti rossori al viso». In genere queste forme di iperidrosi si riducono gradualmente, e dopo i 35-40 anni tendono a scomparire.

La lettura psicosomatica

Siamo di nuovo nel tema dell’aggressività: «Il sudore è acqua che va a spegnere un fuoco interiore», spiega Fabio Vicinelli, medico psicosomatista. «Il sudore serve ad abbassare la temperatura corporea quando c’è troppo calore. L’iperidrosi colpisce persone che hanno molta aggressività, repressa o addirittura inconscia. Se è la fronte a sudare, ci sono pensieri che disturbano: fantasie brucianti, violente o magari erotiche. Se invece sudano le mani, c’è anche il timore dell’altro: una mano bagnata è una scusa per non porgerla o per rendere spiacevole il contatto».

Cosa fare

Siamo persone passionali, capaci di grandi slanci, ma anche di terribili arrabbiature, siamo ipersensibili e ci infiammiamo con poco», spiega Katia Vignoli, psicoterapeuta. «Il fuoco va canalizzato, non represso. Concedendoci dei momenti per dare slancio ai nostri impulsi passionali: nel lavoro e nella vita affettiva, senza preoccuparci troppo di quello che diranno gli altri. L’autocontenimento eccessivo è pericoloso: porta all’ansia».

Il rimedio d’emergenza

«I deodoranti che non bloccano la traspirazione si possono usare tranquillamente», dice Magda Belmontesi. «Una nuova terapia è la iontoforesi: microcorrenti emesse da un apparecchio venduto in farmacia che desensibilizzano la ghiandola sudoripara».

Se persiste

Continua Magda Belmontesi: «Nei casi più marcati si utilizza la terapia sperimentale con la tossina botulinica, un trattamento in ricovero ospedaliero».

La pancia in fermento

Le cause

«Mangiare in fretta, chiacchierando. Masticare chewingum. Bere bibite gassate e zuccherate con una cannuccia: sono comportamenti che favoriscono la deglutizione dell’aria, l’aerofagia», spiega il dottor Gianmichele Meucci, gastroenterologo. Un disturbo frequente anche nelle persone ansiose, che deglutiscono spesso a vuoto. Il risultato: pancia gonfia e meteorismo, cioè accumulo d’aria nell’intestino. A volte il meteorismo può dipendere dalla stitichezza, da uno stomaco che impiega molto tempo a svuotarsi provocando la fermentazione dei cibi, o da difficoltà digestive nell’intestino, dovute a una dieta troppo ricca di zuccheri e cellulosa o a infiammazioni.

La lettura psicosomatica

«La pancia è un cervello più basso, che metabolizza i nostri bisogni più profondi, le pulsioni primordiali, cioè che di solito la testa non riesce a controllare», sottolinea Katia Vignoli. «La pancia borbotta, fa sentire la sua voce: a dispetto del nostro bisogno di tacitare gli istinti. Aerofagia e meteorismo sono tipici di chi rinvia gli incontri con se stesso, di chi non ha mai il coraggio di affrontare i problemi. Spesso si tratta di persone educate, formali: il cervello alto mantiene il controllo, mentre in quello basso è in atto una guerra».

Cosa fare

«Imparare a tirare fuori la voce della pancia», consiglia Katia Vignoli. «Non è così grave se ci scappa una parolaccia. E non rinviare, ma affrontare gli eventi nel momento in cui si presentano: soprattutto conflitti o discussioni. I rospi non vanno ingoiati».

Il rimedio d’emergenza

Ci sono farmaci a base di sostanze che assorbono i gas intestinali in eccesso. Danno lo stesso risultato anche il carbone vegetale o il carboyogurt, in cialde o tavolette, o le capsule che abbinano il carbone a erbe antigonfiore, come finocchio, melissa, angelica. Anche l’uso di fermenti lattici per 8-10 giorni può migliorare la situazione modificando la flora batterica del colon.

Se persiste

Limitare i cibi che possono favorire la fermentazione nell’intestino, e in particolare cipolle, legumi, cavoli, bevande zuccherate. Nelle persone intolleranti, anche l’eccesso di carboidrati (pane, focacce, patate) o di lattosio (latte) può dare gli stessi problemi: vale la pena di indagare. Da non trascurare una regolare attività fisica.

Quei noiosi foruncoletti

Le cause

L’acne è un’infiammazione dei follicoli dei peli e delle ghiandole sebacee. È dovuta a un aumento della produzione di grasso (sebo) da parte delle ghiandole cutanee di viso, collo e spalle. È legata a squilibri nella produzione di ormoni sessuali, fenomeni ordinari durante la pubertà, quando aumenta la produzione di androgeni che stimolano le ghiandole sebacee. «Ma esiste anche l’acne della donna in carriera», precisa la dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa. «Si manifesta dopo i 35-40 anni, ha una grossa componente psicosomatica ma è una vera patologia». Più in generale, “eruzioni” periodiche di foruncoli sono spesso legate a sbalzi ormonali: per esempio sono normali prima delle mestruazioni e in periodi di stress: «In questi casi si attiva la ghiandola surrenalica», spiega la dottoressa Maria Corgna, endocrinologa, «e aumenta la produzione di ormoni maschili. Anche una dieta troppo ricca di carboidrati (dolci, pane, pizza), tipica consolazione nelle situazioni di stress, può portare a una maggiore produzione di androgeni da parte dell’ovaio».

La lettura psicosomatica.

«Anche l’acne è una malattia di fuoco: la pelle si arrossa, brucia», dice Fabio Vicinelli. «Il momento fisiologico dell’acne è l’adolescenza, quando il bambino si trasforma in uomo o donna, quando il fuoco sessuale si accende. Non c’e ancora consapevolezza e quindi la sessualità divampa in tutto il corpo. Oltre a testimoniare la crescita, l’acne ha una dimensione protettiva: se vuoi conoscermi, devi superare questa barriera. Se non ce la fai, non è colpa mia, ma dei miei foruncoli».

Che cosa fare

Secondo la dottoressa Katia Vignoli, «Questi piccoli vulcani inesplosi sulla pelle testimoniamo un eros che ristagna o una sessualità che si nasconde», aggiunge Katia Vignoli. «Si ha paura di affrontare i propri desideri o ci sono delle pulsioni di rabbia negate, magari verso i genitori, l’autorità o il capoufficio. Emozioni vissute male. Esprimiamole: non dobbiamo avere paura di sfogarci se siamo arrabbiati, non dobbiamo vergognarci delle nostre fantasie, anche trasgressive».

Il rimedio d’emergenza

«Una “eruzione” improvvisa di brufoli si combatte con l’uso costante di un detergente, una pulizia del viso dall’estetista, una crema a base di alfa-idrossiacidi e maschere di argilla astringenti», consiglia Magda Belmontesi. «Ok ai cosmetici non comedonici e oil free, e ai cerottini con gel che seccano i foruncoli. Vale anche la pena di concedersi qualche giornata di relax, al sole: stimola le endorfine, aumenta la serotonina e allontana lo stress».

Se persiste

Se le eruzioni cutanee si ripetono, non c’è mai una guarigione completa e la pelle resta segnata può trattarsi di acne vera e propria, da curare anche con l’aiuto dei farmaci. Nel dubbio, meglio rivolgersi la medico

La peluria inopportuna

Le cause

Una improvvisa comparsa di peli su mento, guance o labbra: la colpa è dei cambiamenti ormonali che si verificano durante la pubertà, la gravidanza e la menopausa. Tuttavia, a volte gli ormoni sono perfettamente nella norma e il problema è... a valle: «Escluse patologie ovariche (sindrome dell’ovaio policistico), delle ghiandole surrenaliche o obesità», spiega la dottoressa Maria Corgna, endocrinologa, «l’ipertricosi può dipendere da un’aumentata sensibilità dei follicoli piliferi all’azione degli androgeni, gli ormoni sessuali maschili».

La lettura psicosomatica

«I problemi ormonali manifestano uno scarso equilibrio tra il nostro yin e il nostro yang, la parte femminile e maschile», sottolinea Katia Vignoli. «L’aumento della peluria, che spesso si accompagna a irregolarità del ciclo mestruale, è talvolta spia di un rapporto problematico con la femminilità, di nascondimento: non per nulla, la donna pelosa si dice “sempre virtuosa”».

Cosa fare

«Se l’aumento di peli si manifesta durante la pubertà o la menopausa è necessario imparare ad accettare le fasi di passaggio. La femminilità è di per sé ciclica, mutevole: per le donne è normale cambiare forma e psiche, molto di più di quanto accada per gli uomini. Il cambiamento va accettato come risorsa, senza ostacolarlo. Ogni stagione della vita ha I suoi frutti».

Il rimedio d’emergenza.

«È necessario analizzare le cause con esami medici», avverte la dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa. «L’unico rimedio fai-da-te accettabile è la ceretta. Anche la depilazione laser va valutata caso per caso: se l’aumento di peluria è dovuto a uno squilibrio ormonale persistente, il trattamento è una inutile perdita di tempo e di denaro».

Se persiste

«Sotto controllo medico si può affrontare con una terapia biologica, priva di effetti collaterali», dice la dottoressa Maria Corgna. «L’agopuntura e alcuni farmaci fitoterapici aiutano a “riprogrammare” le ghiandole endocrine perché producano gli ormoni nel modo giusto. Per esempio il Syzygium, una mirtacea, l'Ovarium, un organoterapico che migliora la funzionalità dell’ovaio, l’enotera e gli estratti dagli oli di semi di zucca con azione inibitrice sugli enzimi che rendono particolarmente attivi gli androgeni nei follicoli piliferi».

Quando la pelle fiorisce

Le cause

Pelle che si squama, eritema del cuoio capelluto, piccole croste, prurito intenso: la dermatite seborroica, oltre alla testa, può colpire il viso, il torace, la schiena, zone dove si concentrano le ghiandole sebacee. Il principale responsabile è il pityrosporum ovale, un ospite abituale della cute sana che diventa troppo “attivo”. Spiega la dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa: «È recidiva, ma tende a peggiorare durante i periodi di stress psicofisico. Altri fattori che la aggravano sono il clima (peggiora d’inverno), l’alimentazione, la funzionalità intestinale, epatica e gastrica».

La lettura psicosomatica

Per la dottoressa Katia Vignoli, «La dermatite, come le micosi o le verruche, rivelano problemi di contatto con gli altri. Le relazioni ci imbarazzano. I problemi della pelle spesso si accompagnano ad allergie: siamo persone molto bisognose d’affetto, ma, nello stesso tempo, chiuse e timorose che gli altri possano invadere il nostro spazio».

Che cosa fare

«Consiglio un ciclo di massaggi», dice la dottoressa Vignoli. «Imparare a lasciarsi toccare dagli altri per poi poter fare altrettanto. Accettare l’intimità e, nello stesso tempo, scaricare l’ansia e le tensioni».

Il rimedio d’emergenza

Utilizzare uno shampoo oleoso, non troppo schiumogeno; sostituire l’acqua e il sapone con detergenti delicati, utilizzare creme idratanti astringenti o con ossido di zinco.

Se persiste

La dermatite può essere peggiorata da una dieta troppo ricca di grassi, condimenti, fritti, cibi piccanti, caffè, alcolici, o da problemi individuali di malassorbimento intestinale. Esistono anche farmaci specifici, che però vanno utilizzati sotto controllo medico.

L’omeopatia ti aiuta

Per i disturbi legati all’agitazione e all’ansia, come l’iperidrosi e gli sfoghi della pelle il rimedio consigliabile è Gelsemium 5 CH due granuli al bisogno. Stessa dose, ma di Argentum Nitricum 5CH per i problemi intestinali. Per l’alitosi, è indicato Alumina, Platinum 9 CH, tre granuli tre volte al giorno. Contro i batteri della bocca, Mercurius solubilis 5CH, tre granuli due volte al giorno.

Il benessere con gli oli essenziali

  • Acne: 3 gocce di lavanda, tre volte al giorno, in un cucchiaino di miele da sciogliere in bocca. Per l’aromaterapia col diffusore: 5 gocce di lavanda e 5 gocce di limone.
  • Alitosi: 3 gocce di menta piperita tre volte al giorno, in un cucchiaino di miele.
  • Dermatite: 5 gocce di limone o 5 gocce di bergamotto, una volta al giorno, in un cucchiaino di miele.
  • Meteorismo: 3 gocce di angelica o 3 gocce di melissa, tre volte al giorno, in un cucchiaino di miele
  • Iperidrosi: 3 gocce di salvia, tre volte al giorno, in un cucchiaino di miele. Per un pediluvio: 4 gocce di olio essenziale di cipresso in una bacinella d’acqua, in cui immergere i piedi per 10 minuti.

La fitoterapia... antifastidio

Se soffri di alitosi o aerofagia, l’aneto è una pianta da scoprire: i frutti, ricchi di olio essenziale, hanno un’azione benefica e calmante sugli organi dell’apparato digerente, e in particolare contro i processi fermentativi. Prepara un infuso lasciando per 15 muniti 5 g di frutti in 200 ml di acqua bollente, filtra e bevi più volte durante la giornata.

La bardana è invece utile per i problemi dermatologici: da sempre conosciuta per il suo potere depurativo, la sua radice fresca contiene alcuni principi dotati di attività antibiotica, che la rendono valida contro acne, seborrea, eczema. La Tintura Madre (50 gocce, due-tre volte al giorno) può essere accompagnata da impacchi di decotto (5 g di radice per una tazza d’acqua) per prevenire i foruncoli sulla pelle grassa o per frizioni sul cuoio capelluto in caso di dermatite.

Anche il potere astringente dei tannini di un decotto di quercia è d’aiuto nel trattamento della dermatite seborroica del cuoio capelluto, oltre che come rimedio e sollievo per le mani sudate.

da «Starbene» (Mondadori), aprile 2006