Prevenzione: le cure quotidiane per mantenere belle le gambe

di Mariateresa Truncellito

Hai la fortuna di avere un paio di belle gambe ma tua mamma soffre di disturbi venosi? Non c’è tempo da perdere: per mantenerle sexy il più a lungo possibile devi provvedere subito

Con le gambe non si può barare: la ginnastica, i ritocchini, i cosmetici aiutano. Ma, ammettiamolo, se abbiamo un paio di belle gambe dobbiamo soprattutto dire grazie... alla mamma. Però, per la stessa ragione, se nostra madre col tempo ha cominciato a soffrire di gonfiori, capillari e varici dobbiamo subito correre ai ripari. Una gamba sexy è innanzitutto una gamba sana. E solo la prevenzione, soprattutto se c’è familiarità per i problemi venosi, può aiutarci a conservare intatta la bellezza naturale delle nostre gambe.

Un’italiana su due soffre di problemi alle gambe, e si accentuano d’estate. Sono i risultati di un’indagine di Gfk Eurisko su 3 mila donne, tra i 25 e i 74 anni. «Gonfiori e capillari non sono solo danni estetici, ma veri disturbi», sottolinea Giovanni Agus, docente di chirurgia vascolare e angiologia all’università di Milano. «I primi segni di insufficienza venosa cronica. Uno dei problemi di salute più sottovalutati, che, oltre a causare dolore e difficoltà di movimento, mette a rischio di tromboembolismo venoso profondo: la formazione di coaguli nelle vene delle gambe, da cui possono staccarsi frammenti che, col sangue, possono arrivare ai polmoni».

Insomma: non è solo questione di sex appeal, ma di salute. E giocare d’anticipo è tutto: «Le cause dell’insufficienza venosa sono complesse», continua Agus. «Ma è certo che il 60-70 per cento delle pazienti che ne soffre ha familiarità: la predisposizione genetica alla debolezza del tessuto di sostegno dei vasi ha un ruolo molto importante». Bisogna cominciare presto a tenere alta la guardia: i primi segni si possono manifestare fin da giovanissime, addirittura tra i 15 e i 20 anni.

«Predisposizione a parte, ci sono vari fattori che possono “dare il la” alla malattia», spiega Agus. «Problemi ormonali (anche legati a gravidanze e uso della pillola), ritenzione idrica, ipertensione, sovrappeso». Fenomeni favoriti da alimentazione squilibrata, poco movimento, professione che costringe a molte ore in piedi o sedute. Continua Agus: «I primi sintomi possono essere leggeri: gambe pesanti, vago dolore, lieve gonfiore alle caviglie». Non sottovalutarli e parlane con il tuo medico. Ma, se oggi le tue gambe sono sane e belle, perché rovinarle (e mettere a rischio la tua salute) quando prevenire la malattia venosa è molto semplice? Scopri come, leggendo i consigli di seguito.

Sei mosse vincenti per mantenere le gambe sane

1 - Cammina!

Almeno mezz’ora, tutti i giorni: così previeni l’insufficienza venosa.

Camminando (anche in acqua) o salendo le scale i muscoli stringono le vene, facilitando la risalita del sangue. Inoltre, sotto la pianta del piede c’è una “pompa” di piccoli vasi che raccolgono il sangue come una spugna e a ogni passo lo “spremono” verso l’alto. Durante i viaggi, in auto fai soste per sgranchirti le gambe, e in aereo passeggia in corridoio per 2-3 minuti ogni ora.

Non restare a lungo nella stessa posizione: se stai molto in piedi, alzati sulle punte per 2 minuti ogni ora. Se passi le giornate seduta, usa una pedana poggiapiedi e solleva le gambe per almeno un quarto d’ora, 3 volte al giorno.

2 - No agli sbalzi di temperatura

Il sole non fa male: ma il caldo eccessivo (anche dell’acqua) è controindicato.

Il calore, prodotto dai raggi del sole, dalle sabbiature, da una sauna o dal bagno turco, ha un potente effetto vasodilatatore che peggiora i disturbi venosi, rendendo più visibili i capillari se già ci sono o favorendone la comparsa se c’è predisposizione. Perciò evita di stenderti al sole nelle ore più calde e, mentre prendi la tintarella, bagna spesso le gambe con acqua fresca.

Il bagno ideale per la circolazione? Con acqua tiepida, a una temperatura di 35-36 gradi, nella quale sciogliere dei sali bromoiodici (li trovi in farmacia) o un sacchetto di sale marino da cucina.

3- Un toccasana: i massaggi

Eseguiti da un’esperta, sono una “ginnastica” vasocircolatoria passiva.

Il massaggio professionale più indicato per prevenire le malattie venose e migliorare eventuali sintomi è il linfodrenaggio, perché favorisce la circolazione sanguigna e linfatica. L’ideale è potersene concedere un ciclo, effettuato da mani esperte. Tuttavia, è utile anche il fai-da-te: tutte le sere, massaggia le gambe dal basso verso l’alto, con creme specifiche a base di estratti vegetali.

Sfrutta la doccia di casa per un massaggio idroterapico: tutte le sere, prendi la manopola e dirigi il getto sulle gambe, risalendo dalle caviglie alle cosce, alternando acqua fredda e tiepida per qualche minuto.

4 - Cambia sport

No a quelli con scatti bruschi o posizioni statiche (tennis, aerobica, basket, equitazione).

Ideale è il nuoto: la posizione e la spinta dell’acqua annullano la forza di gravità, facilitando il ritorno venoso. In più, l’acqua fresca tonifica la parete delle vene e con il suo “massaggio” potenzia l’effetto del movimento. Per la circolazione in generale è ottima l’aquagym, più “dolce” rispetto al corpo libero in palestra. Utile anche la bici, che migliora i muscoli del polpaccio, aiutando la risalita del sangue.

Al mattino, riattiva subito la circolazione con dieci minuti di ginnastica: sul letto, a pancia in su e con le mani sotto i glutei, solleva le gambe e muovile: sforbiciate, pedalate, rotazioni dei piedi. Ripeti ogni esercizio per 50 volte.

5 - Vestiti bene

Evita i jeans che strizzano vita e inguine o calze che lasciano segni sulla pelle.

Gli indumenti stretti ostacolano il ritorno venoso: vale anche per body e slip, e per stivali che stringono troppo il polpaccio, che, oltre a costituire un ostacolo, impediscono al muscolo di “pompare” sulle vene. No ai tacchi alti né alle ballerine tutti i giorni: bisogna mantenere la curvatura naturale del piede, così che possa spingere efficacemente il sangue verso l’altro. Il tacco ideale è di 3-4 cm.

Le calze compressive attenuano l’aumento della pressione nelle vene e accelerano il flusso sanguigno. Quelle più leggere, fra 18 e 21 mm di mercurio sono le più indicate per la prevenzione e contro disturbi lievi.

6 - Sos gravidanza

Chi ha avuto figli rischia una malattia venosa 4-6 volte in più rispetto a coetanee senza figli.

Il progesterone, l’ormone che sale in gravidanza (ma anche nella seconda parte del ciclo mestruale) rilassa la muscolatura liscia dei vasi e favorisce la ritenzione idrica. L’aumento di volume dell’utero peggiora l’insufficienza venosa. Segui tutti i consigli precedenti, fai molta attenzione a tavola e dormi con le gambe un po’ sollevate: basta una coperta piegata sul materasso.

Il tuo medico può consigliarti i farmaci flebotonici più indicati per te. Indispensabile l’uso delle calze elastiche pre-maman a compressione graduata, maggiore al piede e minima alla coscia.

Un aiuto a tavola

Via subito i chili di troppo

Se hai qualche chilo in più, ma le tue gambe suscitano ammirazione, ecco (se ancora ce ne fosse bisogno) un’altra buona ragione per rimetterti in forma con una dieta ipocalorica in vista dell’estate. Spiega Evelina Flachi, nutrizionista: «Il sovrappeso è il nemico numero uno delle vene (e, col tempo, anche della bellezza delle gambe): perché affatica cuore e polmoni, rendendo meno efficiente il ritorno venoso; favorisce i “piedi piatti”, danneggiando la pompa plantare; toglie agilità, favorendo la vita sedentaria».

Cibi sì e cibi no

«Kiwi, pompelmi e peperoni apportano vitamina C, che mantiene elastici vene e capillari. Sono alleati delle pareti dei vasi anche i frutti di bosco, perché ricchi di bioflavonoidi. Sì al pesce azzurro e al salmone: grazie agli acidi grassi omega 3, fluidificano il sangue. Per la stessa ragione, bevi 2 litri di acqua al giorno. Banane e patate, col potassio, aiutano a eliminare i liquidi in eccesso. Ok pasta e cereali integrali, contro la stipsi: aumenta la pressione dell’addome sulle vene e ostacola il ritorno venoso. No invece ai cibi ricchi di sale (salumi, formaggi) e ai dolci, perché favoriscono la ritenzione idrica, e agli alcolici, che dilatano i vasi», conclude Flachi.

da «Starbene» (Mondadori), giugno 2006