Cuore di donna, 20 modi per volergli bene

di Mariateresa Truncellito

È il motore dell’esistenza: non solo perché il cuore scandisce ritmicamente tutta la vita. Ma anche perché la sua “musica” segue le nostre emozioni. Anche la scienza ammette che il cuore non è solo una pompa meccanica: la sua salute è legata a doppio filo al nostro stile di vita, gioie e dolori compresi. L’altra faccia, drammatica, della medaglia è che le malattie che lo colpiscono, infarto e ictus, sono i principali killer nel mondo. E non guardano in faccia nessuno: nemmeno le donne, che invece troppo spesso si credono ancora al sicuro.

Secondo dati diffusi dalla Alt, l’Associazione per la lotta alla trombosi, in Europa 55 donne su 100 muoiono per malattie cardiovascolari contro 40 uomini su 100. Eppure solo 13 donne su 100 le considerano un nemico da combattere. Anzi: rispetto ai maschi fanno meno attività fisica e minori controlli di colesterolo e pressione. In compenso, hanno imparato a fumare, sono sovrappeso, hanno il diabete e non lo sanno. La Giornata mondiale per il cuore 2007, lo scorso 30 settembre, ha voluto ricordare a tutti – e in particolare alle donne, da sempre custodi anche del benessere della famiglia - che la salute del cuore è nelle nostre mani. Come proteggerla? Vera lo ha chiesto al professor Andrea Peracino, vicepresidente della Fondazione italiana per il cuore. Rispettare queste 20 regole può davvero salvarti la vita.

1. Non dare retta ai luoghi comuni

Ti sottoponi regolarmente a mammografia e pap test? Bene. Ma ricorda che le malattie cardiovascolari (anche ictus, trombosi venose, embolia polmonare) sono oggi la principale causa di morte per le donne (più di tutti i tumori messi insieme). E anche se in genere infarto e ictus si verificano dopo i 60 anni, una piccola percentuale ha un attacco prima dei 40. I tempi sono cambiati: perché le donne vivono più a lungo dopo la menopausa, quando viene meno la protezione cardiovascolare dovuta agli ormoni, e il loro organismo è, in un certo senso, meno preparato di quello maschile: tanto che se una donna viene colpita da una malattia cardiovascolare peggiora più in fretta e dopo un infarto ha una degenza ospedaliera più lunga.

2. Sensibilizza il tuo medico

Secondo la European Medical Products Agency, su 90 farmaci approvati fra il 98 e il 2003 solo il 37 per cento aveva dati specifici in base al sesso dei pazienti, mentre negli studi sulla cardiopatia ischemica avevano partecipato solo dal 20 al 39 per cento di donne. Una recente ricerca della Società europea di cardiologia ha mostrato che una donna che lamenti dolori toracici ha una probabilità inferiore rispetto a un uomo di essere sottoposta agli esami necessari per identificare un problema cardiaco. I sintomi dell’infarto non sono identici, e spesso non vengono riconosciuti: l’uomo ha forte dolore al petto e al braccio sinistro; la donna nausea, mal di schiena, sudori freddi. Le arterie delle donne sono più piccole, le placche ateriosclerotiche sono meno evidenti e più diffuse in tutto l’apparato circolatorio, e i farmaci che prevengono le malattie vascolari negli uomini spesso non sono altrettanto efficaci. Per fortuna, la comunità scientifica sta cercando di sensibilizzare i medici di famiglia, che spesso sottovalutano l’importanza della prevenzione nelle pazienti. Fallo anche tu.

3. Ama il tuo cuore fin dalla giovinezza

Il cuore in 70 anni batte 3 miliardi di volte. La sua attività, controllata dagli ormoni, è legata a quella di altri organi e al metabolismo di grassi e glucosio. Se ingrassi, sei ipertesa e hai troppi trigliceridi nel sangue, il cuore “lavora” con maggiore fatica e invecchia precocemente. L’età del tuo cuore non corrisponde a quella anagrafica, ma è quella che sei riuscita a costruire con il tuo stile di vita. A cominciare dall’infanzia: l’obesità giovanile predispone a diabete, sindrome metabolica, sviluppo precoce di aterosclerosi. Oltre il 30 per cento dei bimbi italiani è sovrappeso, e questo vale soprattutto per le femminucce che fanno meno attività fisica. Una tendenza da correggere prima possibile.

4. Smetti (subito) di fumare

Le italiane accendono, in media, 13 sigarette al giorno (4 meno degli uomini). La nicotina è un vasocostrittore, aumenta la pressione e la frequenza del battito cardiaco, mentre il monossido di carbonio limita la capacità del sangue di trasportare ossigeno alle cellule. Il fumo peggiora il diabete, accresce alcuni fattori procoagulanti nel sangue e infiamma le pareti delle arterie, favorendo l’aterosclerosi: chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno ha il doppio delle probabilità di avere un infarto rispetto a un non fumatore. Per fortuna i danni non sono permanenti: dopo 15 anni dall’ultima sigaretta il pericolo di malattie cardiovascolari diventa quasi uguale a quello di un non fumatore. Ma non c’è tempo da perdere.

5. “Tieni sotto” la pressione

La pressione ottimale è 70 (minima) e 120 (massima): un progressivo irrigidimento delle arterie provoca l’aumento della pressione con cui il cuore è costretto a spingere il sangue verso la periferia. Le cause? L’usura del tempo, il fumo, il colesterolo, l’eccesso di sale aggiunto a tavola: oltre i 45 anni solo la metà delle donne ha una pressione accettabile. Ma non è un problema della vecchiaia: fra i 30 e i 45 anni 25 donne su 100 sviluppano ipertensione senza saperlo. Di più: valori “quasi” normali (per esempio 130 di massima) possono essere la spia di una futura ipertensione, soprattutto in caso di familiarità. Se è il tuo caso, e se tuo padre o tua madre soffrono di ipertensione o per una malattia cardiocircolatoria, dillo al medico, così che possa valutare la necessità di ulteriori esami. Se l’ipertensione viene riconosciuta presto può essere corretta senza ricorrere ai farmaci, solo modificando la dieta e aumentando l’attività fisica.

6. Occhio al girovita

La “pancetta”, oltre che bruttina, è poco salutare per il cuore. Il grasso sottocutaneo è una spia del “grasso” interno, ma conta anche la distribuzione: le donne a mela, con grasso su stomaco e girovita, hanno un rischio cardiovascolare maggiore rispetto alle donne a pera, col grasso soprattutto sulle cosce (che però sono comunque svantaggiate rispetto a chi è in forma). Per non rischiare, il punto vita nelle donne non deve superare gli 88 cm (102 cm per gli uomini).

7. Abbasso il colesterolo

Molte donne ignorano il loro tasso di colesterolo nel sangue: secondo un’indagine dell’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione su 4 mila persone, il 63 per cento non sa neppure cosa sia il colesterolo e il 19 per cento non fa nulla per tenerlo sotto controllo. Le signore spesso scoprono di averlo fuori norma solo quando devono fare i conti con la menopausa: 40 donne su 100 con più di 55 anni hanno il colesterolo elevato e devono assumere farmaci. Ma si può correre ai ripari prima: va tenuto sotto controllo il colesterolo cattivo (Ldl) che non deve superare i 115 mg/dl. Secondo l’Istituto superiore di sanità per ogni milligrammo in più di Ldl, la probabilità di avere un infarto o un ictus nei dieci anni successivi aumenta dell’1 per cento, e per ogni milligrammo in più di Hdl (il colesterolo buono, che nelle donne deve essere almeno 50 mgdl), lo stesso rischio cala del 3 per cento. Il colesterolo in parte viene assunto con i cibi (carne rossa, formaggi, latte e derivati), mentre una quota viene prodotta dall’organismo. Per ridurre quest’ultima, la cura è l’attività fisica.

8. Muoviti, muoviti!

Chi pratica mezz’ora di attività fisica aerobica, per almeno 5 giorni alla settimana, ha una probabilità minore di rischiare un incidente cardiovascolare: frequentare una palestra o la piscina è un’ottima prevenzione, ma vanno bene anche un parco dove correre o camminare a passo sostenuto, una sala da ballo, la bicicletta per andare al lavoro, il tapis roulant o la cyclette da camera. L’attività fisica riduce la pressione arteriosa e il peso, aumenta il colesterolo “buono”, migliora la resistenza insulinica (tenendo lontano il diabete), attiva le endorfine contrastando lo stress, favorisce il sonno e regola l’appetito. Nessuna pillola è in grado di fare così tanto per te!

9. Evviva i grassi buoni

La tavola amica del cuore (e della linea) è ricca di fibre (verdura, frutta, cereali integrali) e povera di grassi animali (carne, latte, uova, formaggio). Al sistema cardiovascolare fanno male i grassi trans, che abbondano nelle merendine e nei prodotti da forno confezionati (in etichetta si chiamano “grassi vegetali parzialmente idrogenati”). Viceversa, ricercatori americani hanno calcolato che la loro sostituzione con grassi buoni monoinsaturi (quelli dell’olio d’oliva) e polinsaturi (tipici di oli di semi come il mais) potrebbe ridurre gli infarti negli Stati Uniti addirittura del 20 per cento! Sono grassi buoni anche gli omega-tre, contenuti nel pesce: cerca di consumarlo almeno tre volte alla settimana.

10. Non fidarti (troppo) degli ormoni sintetici

Le ricerche più recenti hanno dimostrato che la terapia ormonale sostitutiva non ha effetti protettivi nei confronti di infarto e ictus: uno studio della Fondazione Lorenzini per il cuore ha anche evidenziato un aumento di tumori della mammella, mentre la terapia ha un effetto positivo sull’osteoporosi e nell’attenuazione di vampate, secchezza vaginale, cefalea. Perciò si ritiene che dovrebbe essere prescritta dallo specialista solo alle donne che hanno sintomi da menopausa pesanti per la qualità della vita e che non siano a rischio per tumore alla mammella o malattie vascolari da trombosi (per familiarità, ipertensione, obesità), e comunque solo per un periodo limitato (5 anni).

11. Parola d'ordine: sinergia

«Mangio come mi pare, tanto poi vado in palestra». Oppure: «Sono pigra, non faccio nulla. Ma sono sempre a dieta». Errore: ogni intervento di prevenzione da solo è meno efficace di uno stile di vita sano. Non fumare, mantenere il peso forma, scegliere una dieta varia, fare almeno mezz’ora di attività fisica al giorno, bere alcol con moderazione: secondo gli esperti, seguire sempre tutte queste regole riduce il rischio coronarico dell’80 per cento.

12. Sii... egoista

Noi donne siamo generose: siamo molto attente a individuare se qualcosa non va nel partner, nei figli o nei nonni, ma spesso mettiamo in secondo piano la nostra salute. Quando sei andata l’ultima volta dal medico? A quando risale il tuo ultimo esame del sangue? Lo sai che molti esami si possono fare anche in farmacia o a casa tua, con i kit di autodiagnosi? Almeno una volta all’anno, misura la pressione e chiedi al medico gli esami del sangue. Verifica se sei a rischio con l’aiuto di questa lista di riferimento. E ricorda che avere tutti i parametri poco sopra il limite può essere più pericoloso di un solo parametro molto sballato.

  • Colesterolo totale inferiore a 200 mg/dl
  • Colesterolo LDL inferiore a 130 mg/dl
  • Colesterolo HDL 50 mg/dl o più alto
  • Trigliceridi inferiore a 150 mg/dl
  • Pressione arteriosa (massima-minima) inferiore a 120/80 mmHg
  • Glicemia inferiore a 100 mg/dl
  • Indice di massa corporea (peso in kg/altezza al quadrato) inferiore a 25
  • Circonferenza addominale (donna/uomo) inferiore a 80/94 cm
  • Esercizio fisico minimo 30 min per 3-4 volte alla settimana

13. Combatti lo stress

Il cuore batte più in fretta, i vasi si contraggono, cresce l’adrenalina: l’organismo sotto stress produce ormoni che ci fanno reagire come succedeva ai nostri antenati di fronte a una tigre. Il problema è che la “tigre” moderna non fugge ruggendo, ma spesso è una situazione logorante e duratura. Ecco perché l’organismo ne risente: l’eccesso di stress causa ipertensione, affatica il cuore, accresce la produzione di radicali liberi responsabili dell’irrigidimento delle arterie e delle placche e innalza il colesterolo. Viceversa, tutto quello che favorisce il relax e allenta la tensione fa bene al cuore: lo yoga, la meditazione, una passeggiata in un parco, vedere una mostra, praticare uno sport, ascoltare un po’ di musica, lavorare a maglia, vedere il tuo telefilm preferito o leggere un libro... Dedicare tutti i giorni qualche minuto a un’attività piacevole non è sinonimo di pigrizia o una perdita di tempo. Significa allungarsi la vita.

14. Diabete, un nemico subdolo

Tieni d’occhio anche la glicemia: il diabete è una patologia subdola, che colpisce più le donne che gli uomini, ma molte se ne accorgono più tardi. Alti livelli di zuccheri nel sangue infiammano la parete delle arterie, che reagiscono con la formazione di placche aterosclerotiche.

15. Sfoglia l'album di famiglia

Una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine ha mostrato che nelle arterie di giovani figli di madri o padri che avevano sofferto precocemente di infarto si possono già vedere i segni premonitori di una futura malattia cardiovascolare. Informati, prima che puoi, sulla salute di tua madre e tuo padre, e dei tuoi nonni: cerca di scoprire se hanno avuto il colesterolo e i trigliceridi elevati, ipertensione, diabete. Non si eredita l’infarto, ma la predisposizione a svilupparlo: meno fattori di rischio si aggiungono e più controlli periodici si fanno, meno probabile sarà l’evento.

16. Dopo i 35, più attenzione alla linea

L’obesità nelle donne è un fattore di rischio più insidioso che negli uomini. Dopo i 35 anni il livello degli estrogeni comincia a calare, spesso si riduce l’attività fisica a causa degli impegni di famiglia e di lavoro, il metabolismo rallenta, si riduce la massa muscolare e quindi il bisogno calorico. Osserva tua madre e tuo padre: se sono sovrappeso, guardando le foto puoi capire a quale età hanno cominciato a ingrassare e impegnarti prima possibile per mantenere il peso forma. Uno studio americano, durato 20 anni su 88 mila donne tra i 34 e i 59 anni, ha dimostrato che le donne obese e che non fanno attività fisica hanno un rischio triplicato di malattie vascolari da trombosi, le donne obese che fanno attività fisica hanno un rischio doppio e, infine, le donne con peso normale ma che non fanno attività fisica hanno un rischio maggiore del 50 per cento rispetto alle donne magre e attive.

17. Dopo gli anta, vai dal cardiologo

Dopo la menopausa è opportuno fare una visita di controllo dal cardiologo. Non aspettare, però, questo appuntamento per tenere d’occhio la salute del tuo cuore e modificare i possibili fattori di rischio: fino agli “anta” non c’è miglior cardiologo al mondo di te stessa!

18. Pillola: solo dal ginecologo

La pillola può far emergere una tendenza del sangue a coagulare, un effetto simile a quello della sigaretta (che ossida anche le arterie): ecco perché il mix è altamente pericoloso. Ma anche se non fumi, prima di utilizzare un contraccettivo ormonale rivolgiti a uno specialista. Poi, se mentre assumi il farmaco noti ritenzione idrica, segnalala al medico: potresti avere conseguenze sulla pressione sanguigna. Il ginecologo potrà eventualmente prescriverti una pillola con un dosaggio di estrogeni più basso.

19. Dormi sette ore per notte

La mancanza di sonno costringe l’organismo a uno stress permanente. Le ore di riposo necessarie per star bene possono variare: c’è anche chi è in forma dopo solo 5 o 6 e non serve arrivare alle canoniche 7. In ogni caso, se dormi abbastanza anche il sistema circolatorio si riposa. Se hai bisogno di un aiuto, prova con il biancospino, che regolarizza il battito del cuore e allevia l’ansia, o la passiflora, che contrasta i risvegli notturni: 10 grammi in un litro di acqua bollente per 10 minuti, prima di filtrare e bere.

20. Vacci piano con l'alcol

L’alcol si diffonde molto in fretta attraverso il sistema circolatorio. Perciò ha un’azione diretta sul sistema nervoso, con ripercussioni su quello cardiovascolare: modifica la pressione, il ritmo cardiaco, il calibro dei vasi sanguigni. Ciò che fa male è l’eccesso: un consumo moderato può avere anche un’azione protettiva sul sistema circolatorio, aumentando il tasso di colesterolo buono. Ciò vale in particolare per il vino rosso, che contiene sostanze capaci di contrastare l’ossidazione del colesterolo e la formazione di placche, oltre che di favorire la fluita del sangue. La dose? Non più di un bicchiere al giorno.

Da «Vera Magazine» (ed. Quadratum), Dicembre 2007