Onori e ori al merito

Eccentriche, fantasiose, magnificate da pietre preziose e particolari sorprendenti: sono le onorificenze degli ordini cavallereschi della collezione Spada. Oggi esposte per la prima volta al pubblico in una mostra parigina

di Mariateresa Truncellito


Collezionisti si nasce o si diventa? L’ambasciatore Antonio Benedetto Spada sicuramente è nato con il pallino nel Dna, visto che a 16 anni già raccoglieva libri antichi e stampe di Brescia, la sua città. Ma è stata la cultura, e gli incontri con le persone e le cose, che gli hanno fatto letteralmente esplodere la passione. Al punto da moltiplicarne le raccolte: arte contemporanea, francobolli, mobili d’epoca, orologi a pendolo, quadri, rilegature, conchiglie e molti altri oggetti che lo hanno reso un collezionista - anziché «fissato» - straordinariamente eclettico.

Poi, però, alla fine degli anni Sessanta, inseguendo la mania per gli argenti, entra nella bottega antiquaria di Jean-Pierre Stella, a Parigi. Qui Spada scova una decorazione dell’Ordine spagnolo del Merito militare, custodita nello scrigno originale. È un bell’oggetto, e lo compra. Incuriosito, comincia a studiare.

Inizia così una nuova avventura. O, meglio, una storia d’amore: gli ordini e le decorazioni militari diventano infatti la passione principale di Antonio Spada, che da collezionista diventa a poco a poco uno dei più grandi esperti del mondo. Pubblica molti libri sul tema, e trasforma la sua residenza alle porte di Brescia, il castello Avogadro-Spada, in una stupefacente Wunderkammer.

Oggi la sua è la più importante collezione privata di decorazioni militari, e un vero museo: comprende medaglie, uniformi, armi, bastoni da maresciallo, bandiere, documenti di tutto il mondo, dal XVI al XXI secolo. Il fil rouge non è la filologia, ma l’eccezionalità: si tratta di pezzi unici e sconosciuti persino tra gli esperti della materia.

Questi capolavori fino a oggi sono rimasti inaccessibili al pubblico. Per la prima volta, Antonio Spada ha deciso di farli conoscere, in una vetrina molto appropriata: il Museo della Legion d’onore e degli Ordini di cavalleria di Parigi. Fino al 15 marzo 2009, ci sarà l’occasione unica di ammirare il risultato di oltre 35 anni di ricerche: gioielli arricchiti da pietre preziose, maestosi collari da cerimonia, insegne smaltate, frutto del virtuosismo e della creatività degli orafi che li hanno immaginati e realizzati. Ben 600 pezzi, scelti sulla base di vari criteri: rarità, magnificenza, antichità, curiosità e personalità che li hanno posseduti. Provengono da 40 paesi e da 100 ordini differenti, testimoniando la ricchezza e la varietà del mondo faleristico.

Straordinaria e preziosa la serie di 36 monili del Toson d’oro che tracciano tutta la storia di questo ordine mitico, creato dal duce di Borgogna nel 1430. Spiccano un ornamento del XVI secolo, dove il vello dell’ariete, simbolo dell’Ordine, è ricavato da una perla barocca, e il un prezioso pendente di ametista dei principi Thurn un Taxis. Ma è anche interessante comparare similitudini e differenze tra le insegne spagnole e austriache, e tra i molti collari di epoche diverse, compreso un raro esemplare del XVII secolo. Un’area della mostra è dedicata al Regno Unito, con molte insegne dell’ordine della Giarrettiera. Tra le curiosità, la Rosa d’oro donata da papa Leone XIII all’imperatrice del Brasile per aver abolito la schiavitù e un vaso di una coppia che il Patriotic Found inglese diede a un ufficiale di marina nel 1804.

Uno spettacolare mantello dell’Ordine di San Gennaro (istituito il 3 luglio 1738 da Carlo di Borbone, re di Napoli e Sicilia, per celebrare il suo matrimonio con la principessa Maria Amalia Walburga di Polonia e Sassonia) domina le vetrine italiane, le più ricche per varietà e fantasia. Capolavori assoluti sono i due scrigni che contengono le decorazioni in marcassite, alla moda napoletana, tramandate nella casa regnante delle Due Sicilie.

Tra gli altri pezzi notevoli, il collare di re Alessandro I di Serbia dell’Ordine spagnolo di Carlo III, una bellissima mostrina composta da quattro decorazioni appartenuta a un principe di Baviera, le decorazioni portoghesi tempestate di pietre preziose e le rare Aquile bianche della Polonia. Tra i gioielli che evocano il fasto delle cerimonie cavalleresche, da notare lo splendido collare dell’Ordine di Sant’Andrea di Russia dell’epoca dello zar Paolo I e quelli dell’ordine bavarese di San Umberto e San Giorgio. Notevole anche la vetrina che raggruppa quattro «medal of Honor», la più alta onorificenza americana: tra queste, c’è una delle 464 medaglie attribuite durante la II guerra mondiale, appartenente a George D. Keathley.

Infine, tutte da scoprire le insegne sontuose ed esotiche di Brasile, Turchia, Persia, Giappone, Cina, India e Tailandia, che testimoniano come, dal XIX secolo, il concetto di globalizzazione sia applicabile anche alle onorificienze militari.

Honneur & Gloire. Trésors de la Collection Spada

Fino al 15 marzo 2009
Museo nazionale della Legion d’onore e degli Ordini di cavalleria
Parigi
www.musee-legiondhonneur.fr

da «Verve» (ed. Verve International), febbraio 2009