Costume

Alla Biennale di Palazzo Venezia, i nomi più noti del panorama internazionale
Da Milano a Parigi, tre mostre che celebrano l'eleganza italiana
Rigorosamente dispari, perché indivisibili. Ma non solo con la mandorla: oggi ne esistono di tutti i gusti e colori. Idee e consigli
per assaporarli e regalarli

Se la cura del corpo e la bellezza sono diventate piaceri del bien vivre, molto si deve a Roger&Gallet. Che, alla fine dell’Ottocento, trasformarono il rito della pulizia in un lusso quotidiano

di Mariateresa Truncellito

Preparare il bagaglio perfetto? Un gioco da ragazzi: Jorge Zerbock di Louis Vuitton rivela tutti i segreti dell’how to pack. Per viaggiare leggeri e all’altezza di qualsiasi situazione
Se le donne vanno pazze per le scarpe, grande merito va a Roger Vivier, il maestro della calzatura che più di ogni altro ha saputo celebrarne sensualità e allegria. Oggi la sua arte continua a vivere grazie alla creatività italiana

di Mariateresa Truncellito

Da copricapo contadino ad accessorio delle stelle del cinema. Come Hermès ha fatto dell'umile foulard una icona di stile

di Mariateresa Truncellito

È nato prima il fazzoletto o il foulard? E poi: è un’accessorio dove prevale l’aspetto pratico o quello frivolo? Il valore d’uso o l’allure preziosa? Nella storia di questo tutt’altro che insignificante quadrato di stoffa i due quesiti si rincorrono e si intrecciano continuamente. E dare una risposta definitiva è tutt’altro che semplice. Ci proviamo.

Da uniforme militare sinonimo di classe ed eleganza

di Mariateresa Truncellito

Dici trench e pensi Humphrey Bogart. O Matrix, a seconda dell’anagrafe. Di certo, per il suo mix di glamour e praticità, è difficile collegarlo al sergente nella neve. Eppure è lì che dovrebbe andare l’immaginazione: trenchcoat è la traduzione di pastrano da trincea. Oddio, pastrano: il trench è semmai il principe dell’autunno e della primavera, quando tutto è troppo o troppo poco. Tranne il trench, appunto, che riesce pure a essere sportivo o elegante a seconda della situazione. Una magia alla portata solo dei grandi classici.

Un negozio dove la moda segue (e fa) la storia

di Mariateresa Truncellito

L'ammiraglio Nelson, Oscar Wilde, Charlie Chaplin, il duca di Windsor, Cecil Beaton: sono solo alcuni degli illustri gentiluomini clienti di James Lock & Co., il più antico e famoso cappellaio del mondo. La bottega è ancora là, al numero 6 di St. James Street a Londra, dove venne aperta oltre trecento anni fa. E ancora vende alcuni tra i prodotti inglesi più... tipici: le bombette da città e da cavallo, i «formal», gli eleganti cilindri neri e grigi, e i cappelli da campagna di feltro asciutto e indistruttibile. La sua storia, da sempre, riflette quella della società inglese. E se le mode passano, James Lock & Co non ha mai archiviato la sua produzione, pur aggiornandosi: fino ad aprirsi, in anni recenti, alla modisteria femminile.

di Mariateresa Truncellito

Lo scenario: un castello medievale. I protagonisti: baroni, duchi, contesse. Per la nuova campagna di Habsburg hanno posato davanti all'obiettivo di un grande fotografo. Anzi, di due. Ecco come è andata

Più che un catalogo di moda, sembra un album di famiglia. A cominciare dalla copertina, che ricorda un’antica pergamena: la collezione autunno-inverno 2006-2007 Habsburg si presenta in un modo così particolare e raffinato che fa venire voglia di capire come nasce l’idea di una vetrina tanto inconsueta. Anche perché i fotomodelli non sono le “solite” top e gli abituali “efebi palestrati”, ma autentici, blasonatissimi nobili. Divertenti e divertiti. Verve è andata perciò a curiosare sul set. Inviato speciale, Giovanni Tagini che ha fotografato il backstage, mentre Elfie Semotan realizzava gli scatti carichi di charme per il catalogo. Considerata la “grande dame” della fotografia di moda austriaca, Semotan lavora nel settore dagli anni Settanta e ha collaborato con Helmut Lang. Le sue foto sono state pubblicate, tra l’altro, su Vogue, Elle, Marie Claire e il New Yorker Magazine.