Costume

di Mariateresa Truncellito

L’ultima frontiera della civiltà dei consumi? È lo “shoppertainment”: abbinare il piacere (o il dovere) dello shopping a passeggiate nella natura, tour enogastronomici, visite ai monumenti o divertimento sfrenato in un parco tematico.

Perché, diciamo la verità, andare per compere può essere molto stressante. Certo: centri commerciali e outlet, oltre a rendere accessibili a tutti le griffe del lusso, hanno eliminato l’affannosa ricerca di un parcheggio, le scarpinate chilometriche in mezzo al traffico cittadino e la battaglia con l’orologio. Ma, d’altra parte, proprio con la loro sterminata offerta di firme, negozi, promozioni, gli outlet spesso fanno sentire il visitatore come la pallina impazzita di un flipper. E, soprattutto in periodi di caccia grossa all’affarone, è facile essere presi dall’ansia di non riuscire a vedere tutto e tornarsene a casa stanchi e colpevoli come scolaretti che non hanno finito i compiti.

di Mariateresa Truncellito

Tabù: ha ancora senso questa parola? Sembra di no, almeno in quella che una volta ne era la sfera per eccellenza: il corpo e la sessualità. Gli omosessuali non sono più costretti a nascondersi, un film porno come Gola profonda è un cult da intellettuali, i locali per scambisti sono sulle guide turistiche. Non è più tabù la coppia dove lei è “più grande” (e più ricca, più potente, più famosa), da Demi Moore a Barbara De Rossi. Né quella mista, lei bianca lui nero, lei cinese lui italiano. Non sono più un tabù le corna, diventate un vessillo da sventolare in tv. Ma non è più tabù nemmeno un figlio con problemi di droga, se dei guai di Lapo Elkann, rampollo di una delle più importanti famiglie italiane, si parla nel salotto di Bruno Vespa.

di Mariateresa Truncellito

Muffi è arrivata a casa nostra cinque anni fa, in una gelida serata di novembre. Una gatta tricolore, bassina e buffa. I suoi (ex) padroni avevano messo la sua cesta all’aperto, perché in casa c’era un nuovo cucciolo, un neonato. Muffi non ha accettato l’affronto. E si è cercata una nuova famiglia. Glicine invece è arrivata tre anni fa. Un micetto magro magro, con orecchie enormi. Qualcuno l’aveva gettato nel nostro giardino. E noi - Muffi compresa - non abbiamo avuto il coraggio di respingerlo.

di Mariateresa Truncellito

Il loro fascino intramontabile colpisce ancora: le celebra un film, un libro, un disco. Da sempre conquistano le donne. Gemme del mare, dalle forme perfette o irregolari, talismani di felicità o simboli d’amore

di Mariateresa Truncellito

La tv è una valle di lacrime. È abbonata ai lucciconi Mara Venier e piange come un vitello Giucas Casella quando azzecca il numero che completa la cinquina del telespettatore. Singhiozzano i reclusi nella casa del Grande Fratello quando qualcuno riacquista la libertà. Piangono travolti dalla commozione Maradona e Sofia Loren, e piange pure l’ospite Maria DeFilippi. Piangono perdenti e vincitori di «Operazione Trionfo», mamme e papà soddisfatti e delusi e non trattiene le lacrime il tenero Miguel Bosé. Monica Lewinsky è fuggita in lacrime dallo studio di Porta a Porta in occasione della sua intervista mancata. Le lacrime, insieme con costume, scettro e corona, sono la dotazione obbligatoria di Miss Italia. Ed è stato un pianto greco la caccia alle Veline: alla finale ha singhiozzato Elisabetta Liberale, impietosamente esclusa dalla giuria, e Gabriella Capizzi, che invece di partecipare al grande abbraccio delle vincenti, è tracimata in un pianto a dirotto per «l’ingiusto ripescaggio» di Giorgia Palmas (che invece rideva). Fa i capricci Naomi Campbell con l’amica Donatella Versace, ma poi si pente e piange. Naturalmente durante una affollata conferenza stampa. Piange l’algida Gwyneth Paltrow regina nella notte degli Oscar 1999. Piange Deborah Compagnoni quando dichiara ufficialmente il suo ritiro dall’attività agonistica.

di Mariateresa Truncellito

Uno sguardo, un sorriso, il tono della voce, un certo modo di muovere le mani o di camminare. L’eleganza. I discorsi. Ad alcune (poche) fortunate, sembra che basti proprio niente per affascinare: anche se non sono bellissime, riescono ad avere grande successo con gli altri, gli uomini, ma anche le donne. Invece, le “comuni mortali” (e sono la maggioranza) quando va bene si sentono trasparenti, ignorate dall’universo mondo. E quando va male... non si sopportano proprio. E figuriamoci se pensano di poter sedurre gli altri!

di Mariateresa Truncellito

Il divo maledetto, stile “sesso, droga e rock-and roll”? Giurassico. Adesso va di moda il tipo zen: morigerato nei costumi e spirituale nella filosofia. Sono sempre più numerosi, a Hollywood, Cinecittà e dintorni, i vip che si dichiarano seguaci di una qualche religione, votati al culto della natura, della pace, dell’impegno, e che adottano uno stile di vita sanissimo: niente fumo, alcol o, per carità!, droghe, un solo partner, foto con i bambini, battaglie ecologiste e impegno sociale.

I "gattari" più sfegatati? Letterati, poeti, musicisti, attori. Ma la malia del baffuto quattrozampe cattura tutti. Intellettuali e casalinghe, nonni e bambini "messi nel sacco" dal suo mix di tenerezza e furbizia

di Mariateresa Truncellito

di Mariateresa Truncellito

Zero: è questo il voto che (su una scala da uno a cinque) il New York Daily News ha dato a Swept Away, l’ultimo film di Madonna da poco uscito in America. Il quotidiano dello spettacolo Daily Variety è stato altrettanto duro: «Madonna insiste nel fare film nonostante sia evidente che in questo medium gli spettatori non vogliono né vederla né ascoltarla». Ma perché la pop star non si accontenta di essere una straordinaria icona dello stile e della musica (150 milioni di dischi venduti) e una mamma e moglie felice? Perché a 44 anni suonati va incontro a testa bassa all’ennesima delusione cinematografica? Certo: Madonna non è la sola a dimostrare che l’età e l’esperienza non bastano a farci diventare più “sagge”. Almeno nel senso convenzionale del termine.

di Mariateresa Truncellito

«Ridatemi le perle della bisnonna!», dalle pagine di un giornale francese, Maria Gabriella di Savoia rivendica dallo Stato italiano i gioielli delle regine di famiglia. Un “tesoro” di quasi 7 mila brillanti, preziosi diademi, collane, braccialetti, broche, orecchini. E tante, tante perle: amatissime dalla regina Margherita, moglie di Umberto I, perché le considerava un portafortuna (il suo nome, in latino, significa perla). Ma anche per il loro valore consolatorio: secondo i maligni, la copiosa collezione di Margherita si deve soprattutto alle... corna. C’è chi ha insinuato, infatti, che il regale consorte per farle digerire i tradimenti le regalasse ogni volta un filo di perle: 16 in 32 anni di matrimonio. Pochi? Troppi? Fate voi. Una cosa è certa: come ha detto Marilyn Monroe, quando tutto passa, amore, bellezza, gioventù, uomini, i diamanti restano i migliori amici di una ragazza. E lei, che se ne intendeva, anche nella vita preferiva i brillanti. Perché, mentre questi la illuminavano, pensava che altri gioielli avrebbero distolto l’attenzione dal suo viso, arrivò così al punto di liberarsi di un paio di splendidi orecchini di smeraldo che le aveva regalato Frank Sinatra.