Costume

A ciascuno il suo peluche

di Mariateresa Truncellito

Compirà cent’anni nel 2002 ma, alla faccia di videogiochi e diavolerie interattive, è ancora il dono più amato dai giovanissimi: l’orsacchiotto di pezza, compagno di giochi, di segreti e di... nanna per intere generazioni di bambini. E, spesso, amico fedele di tutta la vita, conservato gelosamente anche quando è ridotto a un cencio. Non a caso, anche il bambino-robot rifiutato dai genitori in A.I., Intelligenza Artificiale, l’ultimo film di Steven Spielberg, parte per il suo viaggio in cerca della mamma con Teddy, un super-orso parlante che farebbe felice moltissimi bambini veri...

di Mariateresa Truncellito

Che cos'hanno in comune l'attore Robert De Niro, la cantante pop Geri Hallywell e l'ecologista Carlo Ripa Di Meana? Una pantera nera. Tutti e tre, per qualche strana ragione, hanno scelto di portarla, per sempre, impressa sul loro corpo. Tatuaggio-mania: quella che, dieci anni fa, sembrava l'ennesima moda riservata ai teen ager in cerca di un marchio, destinata a finire con l'estate, è un fenomeno sociale che non accenna a tramontare. Anzi: sarebbero almeno un milione e mezzo gli italiani tatutati, per lo più fra i 18 e i 30 anni.

di Mariateresa Truncellito

Non spruzzare nel viso i circostanti nel tossire. Non urlare come un asino sbadigliando. Non fare, in compagnia, cose laide... Questi erano gli ammonimenti di monsignor Della Casa nel Cinquecento: il suo Galateo, un vero bestseller dell’epoca, alla lunga riuscì a sradicare quelle rustiche abitudini. Ma, dopo mezzo millennio, possiamo davvero esserne certi? Forse no. «In tanti anni da pendolare sulla A4 ne ho viste di tutti i colori», dice Cristina Parodi, ultima arrivata tra le moderne maestre di buone maniere. «Dalle code mostruose alle colorite avance dei camionisti. Ma fra tutte c’è una sola cosa che non riesco proprio a tollerare: vedere gli uomini che fanno la pipì nelle piazzole di sosta o sulla corsia d’emergenza».

di Mariateresa Truncellito

Chiudete gli occhi e immaginate l’italiano che, dal 30 giugno al 21 luglio 2000, parteciperà al prossimo Camel Trophy alle Isole Fiji e Tonga, Sud Pacifico: grande e grosso, muscoli guizzanti, barba di una settimana, cranio rasato, pelle segnata dal sole? Adesso apriteli: Nicoletta Nutrito, 23 anni, bolognese, è uno scricciolo di 56 chili per poco più di un metro e 70, ha lunghi capelli biondi e viso da bambola. L’“uomo” Camel Trophy è lei. È la prima donna del nostro Paese che riesce a vincere le durissime selezioni che danno il diritto di vivere uno dei viaggi-avventura più straordinari del mondo.

di Mariateresa Truncellito

Bella come un angelo. Chi vi viene in mente: una top anoressica o Marilyn Monroe? Guardate il viso dolce di Alessandra, studiosa degli angeli per passione e modella grandi forme per professione. Le sue misure sono 103-82-103, per 1,76 di altezza. Sul peso, tace. «La domanda è indiscreta. Vado a cicli». E sulla taglia è vaga: «Dalla 46 alla 50». Ma non per colpa sua: «In Italia, le misure degli abiti sono un concetto relativo. Cambiano a seconda della marca». E non c'è bisogno di essere una donna dalle forme felliniane per sperimentarlo. Alessandra Venere è “l'angelo” delle ragazze plus-size. Come dire: morbide, con le curve. Vere. L’italiano “taglia forte” si addice molto di più a una vecchia signora. Alessandra è invece giovane e bellissima: e nel suo corpo si sente benissimo. Originaria di Mantova, vive nell’hinterland milanese, ha 32 anni, è sposata e da tempo lotta per far accettare la sua linea giunonica nel mondo che più sottile non si può: quello della moda.

di Mariateresa Truncellito

«Pronto?» Sempre e ovunque: cellulare e posta elettronica ci rendono rintracciabili dappertutto. E la totale disponibilità alla comunicazione sembra l'unica norma nell'era della multimedialità. Così il telefonino squilla al cinema, al ristorante e persino durante i funerali. Mentre la casella e-mail si riempie di messaggi pubblicitari, catene di Sant'Antonio storielle e giochini indesiderati. Come sono lontane le regole formali della corrispondenza epistolare e la cortesia che, prima di farci alzare la cornetta, ci spingeva a guardare l'orologio!

di Mariateresa Truncellito

Le pantofole sono il suo primo oggetto di desiderio quando rientra? Consolatevi: ciò vale per il 63 per cento degli italiani. La rivista Riza psicosmatica ha fatto un'indagine su un campione di 918 persone tra i 19 e i 65 anni, 48 per cento uomini e 52 per cento donne, per capire quanto forte sia l'attaccamento alla routine. Risultato: siamo terribilmente abitudinari e per nulla pentiti di ciò. Anche i giovani, che tendiamo a identificare con'anticonformismo, non fanno eccezione: amano la routine perché soddisfa il loro bisogno di sicurezza e tiene lontano il timore di essere accettati; i quarantenni sono affezionati alle loro abitudini per comodità e i sessantenni perché non hanno nè la voglia, nè la forza per cambiare.