Viaggi

La magia delle grotte del sale di Wieliczka
A Jaipur un moderno osservatorio astronomico di... 300 anni fa

di Mariateresa Truncellito

Oggi il principio educativo in base al quale è bene assecondare le inclinazioni naturali dei ragazzi è generalmente condiviso. Ma nell’India del Settecento le cose stavano in modo diverso. E fu così che il piccolo principe Sawai Jai Singh II (1686-1743), rimasto orfano a soli 11 anni, fu costretto prima a sedersi sul trono di Amber e subito dopo a rialzarsi, per correre a fare la guerra al servizio dell’imperatore Moghul Aurangzeb. E tutto ciò a dispetto della sua passione, manifestata sin dalla più “tenera infanzia”, per le scienze esatte. Matematica e astronomia comprese.

Dove le scale sono più famose dei capolavori

di Mariateresa Truncellito

I «due chilometri quadrati più storici d’America», l’Indipendence Hall e la Liberty Bell (l’aula dove il 4 luglio 1776 si riunirono i delegati delle tredici colonie per approvare la Dichiarazione d’Indipendenza e la campana che ne salutò la prima lettura pubblica), le bistecche al formaggio e Rocky: Philly (per i suoi), Philadelphia (per gli estranei) ha tra i feticci obbligatori per i visitatori anche il film che esattamente trent’anni fa trasformò in un divo Sylvester Stallone. Che festeggia l’anniversario (e il suo sessantesimo compleanno) regalandosi il sesto episodio della saga, in uscita Natale negli Usa e a marzo 2007 in Italia. E una statua in bronzo che lo immortala nei panni del celebre pugile, davanti al Philadelphia Museum of Art. Non un semplice omaggio a un film ma, secondo l’amministrazione locale, «il simbolo della vittoria dell’uomo comune contro le avversità».

Brooklyn è vicina a Manhattan grazie a Emily Warren Roebling

di Mariateresa Truncellito

Per valutare la ricchezza informativa di una guida di New York si può fare un mini-test. Andate alla voce «Ponte di Brooklyn»: di sicuro ci sono i nomi di John Roebling e di suo figlio Washington, gli ingegneri che firmarono la più famosa opera civile dell’epoca vittoriana. Ma nessun chewingum avrebbe potuto scegliere come simbolo il ponte sull'East River che da 123 anni collega Manhattan a Brooklyn se non ci fosse stata anche... una signora Roebling. Eppure le guide turistiche la liquidano più o meno così: terminò i lavori «la moglie di Washington Roebling». È vero che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna. Ma, a parte che Emily Warren non fu mai “dietro” suo marito, semmai gli fu sempre accanto, la mente che portò a compimento un progetto arditissimo per i suoi tempi merita decisamente di più.

di Mariateresa Truncellito

Che bellezza: per una volta, io e le mie tre migliori amiche (ci conosciamo dai tempi del liceo) riusciamo a conciliare le agende e possiamo ritagliarci un fine settimana tutto per noi. Senza mariti, figli e fidanzati, che, bontà loro, hanno accettato di concederci una “tre giorni” di follie (si fa per dire) in rosa. Che si fa? Un week-end in beauty farm? Abbiamo già dato l’anno scorso. Un po’ di riposo nella casa di montagna di Adele, in Valsassina? Che noia. Mare? È già in programma per le vacanze. Un tour alla giapponese in una capitale europea? E chi ce la fa, stanche come siamo? No: tutte desideriamo qualcosa di alternativo. Di davvero divertente. E un po’ pazzo. Qualcosa di cui potremo parlare a lungo, che, come le gite scolastiche dell’adolescenza, ci faccia ridere di gusto al solo ricordo.

di Mariateresa Truncellito

Se ti diverte sfogliare i giornali di moda, se ti intriga la storia del costume e ti piace la pittura, c’è una mostra imperdibile: quella che, fino al 29 maggio, Padova dedica al pittore Giovanni Boldini, una vera star dei suoi tempi, paragonabile a certi fotografi di oggi. Nato a Ferrara nel 1842 e morto a Parigi nel 1931, Boldini è stato un artista tra i più popolari e amati per la sua capacità di rendere l’atmosfera scintillante, ma inquieta, della Belle Epoque, anticamera della Prima guerra mondiale. Conteso dai collezionisti di Europa e America, Boldini divenne ricco e famoso grazie alle istantanee che catturano scene di vita quotidiana, alle vedute (di Parigi e Venezia in particolare), ma soprattutto ai ritratti dei maggiori protagonisti della mondanità, della cultura e dello spettacolo: aristocratici, borghesi, scrittori, musicisti. E le loro compagne, raffigurate come eroine da romanzo: per me è stato impossibile non restare incantata davanti alla seducente e flessuosa “Signora in bianco”, in abito da sera di seta, con una spilla a forma di mezzaluna sul seno e un ventaglio di piume. O non subire il fascino della sensuale ma pudica “Marchesa Casati con piume di pavone”, che col suo sguardo un po’ inquietante e l’abito mosso sembra quasi voler sfuggire dall’osservatore curioso, e forse un po’ pettegolo...

di Mariateresa Truncellito

Si fa presto a dire America. Ma quale? C'è il Texas megalomane di Bush, dollari, petrolio & potere. O l'America trendy e modaiola di New York, sempre un palmo avanti al resto del mondo. C'è quella luccicante ma fintissima di Hollywood, Los Angeles. Quella abbronzata e muscolosa delle spiagge californiane. Quella kitsch, esagerata e sfrenata di Las Vegas. E poi c'è la Lousiana. L'America che non ti aspetti. Perché lo Stato del pellicano e delle magnolie, i simboli nazionali, punta sul romanticismo (è una delle mete preferite dagli americani in luna di miele) e sulle tradizioni: dalle chiassose parate del Mardi (il prossimo cadrà il 24 febbraio 2004) all'indolenza delle piantagioni. E se il resto degli States si interroga su come condurre la guerra al cibo spazzatura e all’obesità, qui la gastronomia è strepitosa. Ma, soprattutto, la Lousiana è orgogliosa di poter vantare una storia che la avvicina all'Europa. Di qui sono passati francesi, spagnoli, inglesi, italiani, africani e pirati caraibici, lasciando tracce indelebili. A cominciare dal nome, affibbiato ai territori del delta del Mississippi dall’esploratore francese Robert de La Salle, in onore del suo re Luigi XIV.

di Mariateresa Truncellito

L’amore è capace di generare grandi cose anche in cucina, oltre che nelle umane vicende. Così, l’amore fra due ragazzi fu la causa fortunata della nascita del risotto alla milanese: solare e “all’onda”, grazie al felice matrimonio tra lo zafferano e l’amido che fuoriesce dal chicco durante la mantecatura, è uno tra i più illustri ambasciatori della cucina italiana nel mondo. E guarda caso, è una ricetta nata durante un banchetto di nozze, intorno al 1575. Si festeggiava l’unione di un giovane milanese con la figlia del pittore fiammingo Valerio de Perfundavalle, impegnato a realizzare le preziose vetrate del Duomo. Il ragazzo si era innamorato della sua bella facendo il garzone per l’illustre artista. In particolare, era addetto alla preparazione dei colori: tra gli altri, il giallo, ottenuto stemperando lo zafferano con essenza di trementina.

di Mariateresa Truncellito

Chi si avventura nei boschi intorno a Tintai, vicino a Forni di Sopra, deve stare molto attento a dove mette i piedi. Perdersi nel fitto intreccio dei rami di abeti, pini, larici e faggi è facilissimo: basta calpestare le orme di un «mazzarot», un folletto vestito di rosso terribilmente dispettoso. Bisogna guardarsi anche dal «bergul», abbigliato con le foglie e perciò difficile da vedere: si diverte a far inciampare i passanti distratti spostando i rami o tirando le «blaudin», delle specie di liane.

di Mariateresa Truncellito

I più romantici la chiamano “la Toscana francese”: siamo nella regione d’Agen, nel Lot et Garonne, poco sopra Tolosa. Lo sguardo abbraccia una campagna pigra e idilliaca. Le colline, attraversate dal Lot, disegnano un panorama generoso di rilassanti promesse. Il curioso potrà soddisfarsi nei dintorni, costellati da grotte naturali, siti preistorici, castelli medievali e rinascimentali e bateaux muoches che attraversano lenti il fiume. Ma anche nei tanti musei legati alle delizie gastronomiche prodotte da queste parti. È questa la patria del fois gras, del tartufo, di numerosi formaggi, dell’Armagnac. Ma il simbolo della regione è sicuramente la «pruneau», la prugna secca. Morbida e gustosissima, è il ghiotto risultato di attente cure e di un lungo, inimmaginabile lavoro.