Bella

di Mariateresa Truncellito

Chissà quante mani le hanno accarezzato il viso. Quante braccia l'hanno girata, spostata, mossa. E chissà quanti occhi hanno fissato i suoi, in cerca di una luce. Ma il miracolo non è successo. E dopo otto anni, Beppino si è arreso: ha chiesto ai medici di staccare il tubicino che alimenta Eluana Englaro. La figlia che, una volta, è stata una bella ragazza di 21 anni e che oggi, a lui, appare poco più di un vegetale. Senza consapevolezza incapace di provare dolore, ma anche amore. Il giudice ha negato il permesso: la ragazza è sana, respira, accetta il cibo che “non è una terapia”. La sofferenza non è sua, ma solo dei parenti che la vedono così. Attorno al letto di Eluana, invece delle suore che la accudiscono da quando è entrata in coma per un incidente d’auto, sono ruotate le polemiche: in quella terra di confine tra vita e morte, chi ha diritto di decidere da che parte andare? E quando? Secondo un sondaggio quasi il 70 per cento degli italiani è dalla parte di Beppino. La Consulta di Bioetica, del canto suo, propone che ciascuno esprima la propria volontà in caso di gravi malattie su una tessera da portare sempre con sé. Mentre a Torino il Consiglio comunale ha approvato un documento a favore della legalizzazione dell'eutanasia. Ma per molte famiglie che già stanno vivendo questo dramma, il coma non è morte, ma vita: lo dicono anche le persone che hanno accertato di raccontare a «Bella» la loro storia, tragica o a lieto fine.

di Mariateresa Truncellito

Chiudete gli occhi e immaginate l’italiano che, dal 30 giugno al 21 luglio 2000, parteciperà al prossimo Camel Trophy alle Isole Fiji e Tonga, Sud Pacifico: grande e grosso, muscoli guizzanti, barba di una settimana, cranio rasato, pelle segnata dal sole? Adesso apriteli: Nicoletta Nutrito, 23 anni, bolognese, è uno scricciolo di 56 chili per poco più di un metro e 70, ha lunghi capelli biondi e viso da bambola. L’“uomo” Camel Trophy è lei. È la prima donna del nostro Paese che riesce a vincere le durissime selezioni che danno il diritto di vivere uno dei viaggi-avventura più straordinari del mondo.

di Mariateresa Truncellito

Bella come un angelo. Chi vi viene in mente: una top anoressica o Marilyn Monroe? Guardate il viso dolce di Alessandra, studiosa degli angeli per passione e modella grandi forme per professione. Le sue misure sono 103-82-103, per 1,76 di altezza. Sul peso, tace. «La domanda è indiscreta. Vado a cicli». E sulla taglia è vaga: «Dalla 46 alla 50». Ma non per colpa sua: «In Italia, le misure degli abiti sono un concetto relativo. Cambiano a seconda della marca». E non c'è bisogno di essere una donna dalle forme felliniane per sperimentarlo. Alessandra Venere è “l'angelo” delle ragazze plus-size. Come dire: morbide, con le curve. Vere. L’italiano “taglia forte” si addice molto di più a una vecchia signora. Alessandra è invece giovane e bellissima: e nel suo corpo si sente benissimo. Originaria di Mantova, vive nell’hinterland milanese, ha 32 anni, è sposata e da tempo lotta per far accettare la sua linea giunonica nel mondo che più sottile non si può: quello della moda.

di Mariateresa Truncellito

«Pronto?» Sempre e ovunque: cellulare e posta elettronica ci rendono rintracciabili dappertutto. E la totale disponibilità alla comunicazione sembra l'unica norma nell'era della multimedialità. Così il telefonino squilla al cinema, al ristorante e persino durante i funerali. Mentre la casella e-mail si riempie di messaggi pubblicitari, catene di Sant'Antonio storielle e giochini indesiderati. Come sono lontane le regole formali della corrispondenza epistolare e la cortesia che, prima di farci alzare la cornetta, ci spingeva a guardare l'orologio!

di Mariateresa Truncellito

Nel Nord Europa sono già diffusi, da noi molto meno. Ma dal Duemila i medicinali "con lo sconto" sono destinati a diventare una realtà sempre più importante anche in Italia. Saranno i cosiddetti "farmaci generici" a farci risparmiare: preparati noti e usati da anni e di primo impiego in molte malattie. Per saperne di più, abbiamo intervistato il dottor Vittorio Bertelé, del laboratorio di Politiche regolatorie dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

di Mariateresa Truncellito

Fila, coda, attesa: sono sinonimi di perdita di tempo. Per chi ha i minuti contati, spenderne una buona parte incastrati in un ingorgo di auto o di persone, è causa di forte stress. E poco importa se la fila è in piedi (in banca) o seduta (nella sala d'attesa del medico), al caldo (in automobile) o al freddo (per il taxi), se è burocratica (all'anagrafe) o godereccia (al cinema). In coda spesso si mostra il peggio di sé: qualcuno fa il furbo e tenta di scavalcare gli altri, qualcun altro perde la pazienza e alza la voce.

di Mariateresa Truncellito

«Con tre, quattro chili in meno sarei un'altra». Lo pensa una moltitudine di donne. Anche tu? Buone notizie: anche senza seguire una dieta stretta, è possibile rimettersi in forma. Ma bisogna scegliere i cibi che aiutano a dimagrire: «Gli alimenti infatti non sono tutti uguali», conferma il dottor Giacomo Fiori, direttore dello Studio dietologico italiano di Milano, Roma e Viareggio. «Alcuni funzionano meglio di altri nella lotta all'appetito e al grasso superfluo. Molti pazienti si sorprendono nello scoprire che una dieta dimagrante può farli mangiare più di prima. Ma in modo diverso».

di Mariateresa Truncellito

Pace fatta tra camici bianchi: chef e medici si danno la mano sempre più spesso. Perché a tavola, oltre al piacere per il palato e al carburante per l'organismo, si trova anche ciò che serve per proteggere la salute. I guru della nutrizione, nel passato, hanno spesso demonizzato con troppa disinvoltura alimenti innocui di per sé, o addirittura indispensabili: uova, carne di maiale, vino, pasta, formaggio sono solo alcuni degli imputati eccellenti. Oggi riabilitati in pieno. «La scienza dell'alimentazione è ancora molto giovane», spiega Marisa Porrini, docente di nutrizione all'Università degli Studi di Milano. «Metodi di indagine sempre più sofisticati permettono di avere risultati via via più complessi». Senza contare che il campo d'indagine è vastissimo: ogni anno vengono pubblicati oltre 50 mila studi. Ecco perché l'informazione scientifica appare spesso confusa e contraddittoria. «Ogni alimento è un insieme eterogeneo, dove ciascun componente interagisce con gli altri», continua la professoressa Porrini. «La fibra di un vegetale, isolata in laboratorio, può dare certi risultati. Mangiando un piatto di spinaci gli effetti non sono così chiari: si ingerisce fibra, ma anche minerali, vitamine, antiossidanti, calorie, grassi. Ogni ricerca quindi va interpretata, alla luce di scoperte precendenti e di molte altre variabili».

di Mariateresa Truncellito

Le pantofole sono il suo primo oggetto di desiderio quando rientra? Consolatevi: ciò vale per il 63 per cento degli italiani. La rivista Riza psicosmatica ha fatto un'indagine su un campione di 918 persone tra i 19 e i 65 anni, 48 per cento uomini e 52 per cento donne, per capire quanto forte sia l'attaccamento alla routine. Risultato: siamo terribilmente abitudinari e per nulla pentiti di ciò. Anche i giovani, che tendiamo a identificare con'anticonformismo, non fanno eccezione: amano la routine perché soddisfa il loro bisogno di sicurezza e tiene lontano il timore di essere accettati; i quarantenni sono affezionati alle loro abitudini per comodità e i sessantenni perché non hanno nè la voglia, nè la forza per cambiare.