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Non se ne parla. Non sta bene. Anzi, peggio: è un tabù. Forse perché l'incontinenza fa pensare alla vecchiaia. Ma non è così. In questa storia, l'età non c'entra
Perché in Italia i parti cesarei sono così numerosi? Per necessità, certo. Ma anche per troppa prudenza e per scarsa diffusione dell'anestesia epidurale. Ecco i pro e contro di una scelta che piace a 4 donne italiane su 20
Claudia vive a Ferrara, ha 33 anni, un marito, un lavoro. Ma ha la fibrosi cistica. Una malattia genetica che dimezza le aspettative di vita: 40, forse 50 anni. Tutto per lei dipenderà dai progressi della ricerca e dalla forza di non arrendersi. Per gli altri, ora, c'è un semplice test
Per sfatare pericolose leggende ("La pillola fa venire la cellulite") e ingenue convinzioni ("Se fai l'amore in acqua non resti incinta"). Perché alle teenager la pratica, da sola, non può bastare. Ci vuole anche un'aggiornata teoria

di Mariateresa Truncellito

Dopo il parto, tante mamme scelgono di conservare il sangue del cordone ombelicale: pensano che un giorno potrà servire al loro bambino, in caso di malattia. Un atto d'amore. Ma la scienza non lo condivide
Sono tanti e sempre più richiesti. Sono i test genetici, che offrono informazioni preziose sulle malattie ereditarie. Anche su quelle nascoste. Ma sono costosi, complessi e non sempre facili da decifrare. Ecco quelli consigliati

di Mariateresa Truncellito

Buone notizie per gli amanti del sole e di una‭ (‬controllata‭) ‬abbronzatura:‭ ‬stare all’aria aperta è fondamentale per le ossa quanto consumare latte,‭ ‬formaggi e cibi ricchi di calcio.‭ ‬Il sole,‭ ‬infatti,‭ ‬attiva nella pelle la produzione di vitamina D,‭ “‬collante‭” ‬indispensabile per fissare il calcio nelle ossa che,‭ ‬altrimenti,‭ ‬andrebbe perduto anche se ci si abbuffa di grana e provolone.‭

Lui e lei: così diversi da mostrare sintomi opposti nei confronti della stessa malattia. E diverse sono le reazioni ai farmaci. Ecco perché le donne rischiano di più. La soluzione? Sostenere la “medicina di genere”

di Mariateresa Truncellito

Di cuore si muore. Non è romanticismo, ma attualità: le malattie cardiocircolatorie sono oggi la prima causa di morte. Per gli uomini, certo. Ma anche, e di più, per le donne. Lo dicono gli esperti. Eppure, proprio loro, sembrano ignorarlo: tanto che se una donna viene colpita da un attacco cardiaco ha meno probabilità, rispetto a un uomo, che i medici del pronto soccorso lo riconoscano subito, e non perdano minuti preziosi per salvarle la vita. Perché? «I manuali universitari descrivono come principale sintomo dell’infarto il dolore al petto», risponde Andrea Peracino, cardiologo e vicepresidente della Fondazione italiana per il cuore. «Ma nelle donne il dolore è spesso assente: prevalgono nausea e vomito, dolore al collo o alla schiena, difficoltà a respirare, sudori freddi, vertigini. Perciò rischiano di non ricevere cure, come l’angioplastica, entro le due ore raccomandate e di avere trattamenti farmacologici meno intensivi rispetto agli uomini».

A capo di uno dei nostri laboratori di punta per la ricerca sul cancro, Antonella Viola è riuscita nell'ambìto poker d'assi: lavoro, successo, famiglia e figli. Come? Con tenacia e intelligenza. E molta passione
Addio ai capelli, al peso forma, all'energia... La diagnosi di un tumore irrompe nella vita di Elisabetta e sembra destinata a cancellare la sua bellezza e femminilità. Ma, a sorpresa, la malattia riaccende vecchie passioni, svela doti nascoste. Così la vita può essere ancora bella

di Mariateresa Truncellito

Mi chiamo Elisabetta, ho 40 anni, una professione al top, un compagno, tanti amici e tanti interessi. Sono quel che si dice «una donna pienamente realizzata». O meglio: ho sempre creduto di esserlo. Perché solo quando mi è venuto il cancro ho capito l'importanza del flamenco.