Verve

Rischia di chiudere lo storico Luna Park di New York ucciso dalle speculazioni
Da uniforme militare sinonimo di classe ed eleganza

di Mariateresa Truncellito

Dici trench e pensi Humphrey Bogart. O Matrix, a seconda dell’anagrafe. Di certo, per il suo mix di glamour e praticità, è difficile collegarlo al sergente nella neve. Eppure è lì che dovrebbe andare l’immaginazione: trenchcoat è la traduzione di pastrano da trincea. Oddio, pastrano: il trench è semmai il principe dell’autunno e della primavera, quando tutto è troppo o troppo poco. Tranne il trench, appunto, che riesce pure a essere sportivo o elegante a seconda della situazione. Una magia alla portata solo dei grandi classici.

di Mariateresa Truncellito

L'ossessione del suo Paese per il lusso, la faticosa emancipazione femminile, l'ipocrisia di Bollywood: la regina del romanzo popolare Shobhaa Dé si racconta a Verve, accompagnandoci alla scoperta del Subcontinente sospeso tra modernità e tradizione

C’è chi l’ha paragonata a Jackie Collins o a Erica Jong. Per il New York Times, «Ha scandalizzato l’India e messo sottosopra la sua scena letteraria come nessun altro scrittore contemporaneo». L’interessata si schermisce con un enigmatico sorriso: «Sono una moglie e una mamma tradizionale, con una vita noiosa e normale».

Il giovane direttore Alberto Veronesi racconta il prestigioso progetto con Deutsche Grammophon per valorizzare autori italiani e conposizioni ancora da scoprire. E il sogno di contagiare il pubblico con la sua passione per le sette note

di Mariateresa Truncellito

Il fascino del direttore d’orchestra è come quello della divisa: è innegabile che ci sia, ed è ozioso chiedersi il perché. Alberto Veronesi non fa eccezione. Tuttavia il suo charme elegante e misurato, ma a sorpresa condito da uno humour mediterraneo, ha una semplice spiegazione: la passione. La gioia vitale, profonda, di fare musica. E la generosità, tutt’altro che scontata, nel volerla condividere. Con tutti: con chi già la ama e la “capisce”, e con chi potrebbe amarla se solo avesse la possibilità di conoscerla. Lui stesso, del resto, è un accanito e instancabile ricercatore di partiture inedite o di autori non valorizzati come meriterebbero. Una propensione, forse, ereditata dal papà Umberto, uno degli oncologi più famosi del mondo.

De Chirico e Luzzati. Sironi, Guttuso e Kokoschka. Sono alcuni dei maestri che con costumi e scenografie hanno contribuito alla grandezza del Maggio fiorentino. Che compie settant'anni indagando contemporaneità e tradizione

di Mariateresa Truncellito

Il Maggio Musicale Fiorentino è il più antico e prestigioso festival europeo, insieme a Bayreuth e Salisburgo. Sul palcoscenico del Teatro Comunale sono saliti i nomi più prestigiosi della musica di questo secolo: un elenco assai sommario comprende direttori, interpeti musicali e cantanti come Vittorio Gui, Bruno Walter, Furtwangler, De Sabata, Mitropoulos, Zubin Mehta, Karajan, Maria Callas, Pietro Mascagni, Bela Bartòk, Luigi Nono, Benedetti Michelangeli, Riccardo Muti (direttore dal 1969 al 1981), Zubin Metha (direttore principale dall’85). Al loro fianco, registi d’eccezione, come Max Reinhardt, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Luca Ronconi, Liliana Cavani, Bob Wilson. E una folta schiera di grandissimi pittori e scultori: Giorgio De Chirico, Oskar Kokoschka, Felice Casorati, Mino Maccari. Il Festival occupa i mesi di maggio e giugno, ma l’attività del Teatro si estende per tutto l’anno, con la Stagione di opere, concerti e balletti, e gli spettacoli estivi nella monumentale cornice del Giardino di Boboli.

La magia delle grotte del sale di Wieliczka
La prestigiosa Morgan Library, la collezione di libri e manoscritti del munifico banchiere Pierpont, riapre al pubblico dopo la ristrutturazione di Renzo Piano. Nel cuore di Manhattan, un gioiello d'architettura dove s'incontrano passato e presente

di Mariateresa Truncellito

Se non hai una storia tua, non importa: se hai abbastanza denaro, puoi comprare quella degli altri. E, se la amministri con amore e con passione, ma senza esserne geloso, tutti verranno ad ammirarla. E’ una sensazione comune quando si entra in un museo americano, colmo di vestigia del nostro passato. Nostro, nel senso di europei, che ritrovano le proprie radici nel Nuovo Mondo. Che, come nessun altro, sa valorizzarle.

Belli come dei, forti e veloci come eroi. Capaci di volare sulla pista mentre tutt'intorno si trattiene il respiro. Sono i campioni del ghiaccio che fanno innamorare l'Italia

di Mariateresa Truncellito

Benedette Olimpiadi: se non ci fossero, in Italia bisognerebbe inventarle. Perché, almeno una volta ogni quattro anni (o meglio, ogni due, data la scansione stagionale) rivelano al popolo più calcistico del mondo che lo sport non è solo un pallone che rotola. Il 2006 è stato l’anno del ghiaccio: improvvisamente tutti si sono scoperti una insospettabile passsone per curling e pattinaggio artistico.

A Jaipur un moderno osservatorio astronomico di... 300 anni fa

di Mariateresa Truncellito

Oggi il principio educativo in base al quale è bene assecondare le inclinazioni naturali dei ragazzi è generalmente condiviso. Ma nell’India del Settecento le cose stavano in modo diverso. E fu così che il piccolo principe Sawai Jai Singh II (1686-1743), rimasto orfano a soli 11 anni, fu costretto prima a sedersi sul trono di Amber e subito dopo a rialzarsi, per correre a fare la guerra al servizio dell’imperatore Moghul Aurangzeb. E tutto ciò a dispetto della sua passione, manifestata sin dalla più “tenera infanzia”, per le scienze esatte. Matematica e astronomia comprese.

Un negozio dove la moda segue (e fa) la storia

di Mariateresa Truncellito

L'ammiraglio Nelson, Oscar Wilde, Charlie Chaplin, il duca di Windsor, Cecil Beaton: sono solo alcuni degli illustri gentiluomini clienti di James Lock & Co., il più antico e famoso cappellaio del mondo. La bottega è ancora là, al numero 6 di St. James Street a Londra, dove venne aperta oltre trecento anni fa. E ancora vende alcuni tra i prodotti inglesi più... tipici: le bombette da città e da cavallo, i «formal», gli eleganti cilindri neri e grigi, e i cappelli da campagna di feltro asciutto e indistruttibile. La sua storia, da sempre, riflette quella della società inglese. E se le mode passano, James Lock & Co non ha mai archiviato la sua produzione, pur aggiornandosi: fino ad aprirsi, in anni recenti, alla modisteria femminile.